Israele conferma un attacco nel Golan in funzione anti-iraniana

Pubblicato il 13 febbraio 2019 alle 19:00 in Israele Medio Oriente Siria

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha confermato che Israele ha compiuto un nuovo attacco militare nella zona delle alture del Golan, al confine conteso tra Israele e Siria.

La dichiarazione di Netanyahu si riferisce all’attacco della sera di lunedì 11 febbraio. In tale data, il governo siriano aveva comunicato che un bombardamento dell’esercito israeliano aveva colpito la provincia sud-siriana di Quneitra, che confina con le alture del Golan. Israele controlla 1.200 chilometri quadrati delle alture del Golan, sottratti alla Siria durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967. L’annessione israeliana del territorio, tuttavia, non è stata mai riconosciuta dalla comunità internazionale. “L’aggressore israeliano ha preso di mira un ospedale distrutto a Quneitra e alcune stazioni di monitoraggio”, ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale siriana, SANA. Una fonte militare citata dall’agenzia ha affermato che l’esplosione ha causato solo danni materiali. Rami Abdel Rahman, capo dell’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che sette proiettili hanno colpito le posizioni del regime a Quneitra, danneggiando una postazione di sorveglianza. Secondo l’Osservatorio, l’attacco ha causato alcune vittime, ma non sono stati forniti ulteriori dati al riguardo.

L’esercito del regime siriano ha riconquistato il controllo della parte meridionale di Quneitra a metà del 2018, cinque anni dopo che i ribelli l’avevano invasa. Riferendosi all’attacco dell’11 febbraio, il primo ministro israeliano ha affermato: “Stiamo lavorando continuamente per bloccare l’Iran, operiamo ogni giorno, anche ieri, contro l’Iran e i suoi sforzi per radicarsi nella regione”. Tale dichiarazione è stata rilasciata prima che Netanyahu partisse per la capitale polacca, Varsavia, dove si sta tenendo la conferenza mediorientale sponsorizzata dagli Stati Uniti. Secondo il quotidiano, The New Arab, durante il vertice di Varsavia, il primo ministro israeliano Binyamin Netanyahu renderà pubblici i legami molto discussi di Israele con gli stati del Golfo Arabo e affronterà il tema della presenza iraniana nella regione. Il summit guidato dagli Stati Uniti, che ha avuto inizio il 13 febbraio, mira a promuovere “pace e stabilità” in Medio Oriente. Tuttavia, l’Iran non è stato invitato e diversi stati arabi hanno deciso di boicottare il vertice. Il 13 febbraio, Netanyahu ha introdotto il tema normalizzazione israeliana dei legami con molti stati del Golfo. Il primo ministro ha dichiarato che Israele gode di “ottime relazioni” con tutti i paesi del Medio Oriente. “A partire da ora, stanno già collaborando con noi”, ha riferito recentemente Danny Danon, l’ambasciatore israeliano delle Nazioni Unite, in riferimento agli stati del Golfo Arabo guidati dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti. “Chiediamo loro di riconoscerci e di non vergognarci di usare la nostra tecnologia o i nostri sistemi di difesa”.

L’ambasciatore israeliano aveva precedentemente dichiarato che una volta rese pubbliche relazioni normalizzate con uno stato arabo, altri avrebbero seguito l’esempio e annunciato i propri legami con Israele. Negli ultimi mesi sono emerse segnalazioni di crescenti rapporti tra Israele e gli stati del Golfo. Netanyahu ha visitato l’Oman nell’ottobre 2018 e i ministri israeliani hanno visitato gli Emirati Arabi Uniti nel novembre dello stesso anno. La cooperazione segreta tra Tel Aviv e Riad è tema di discussione. Sebbene Riyadh neghi i rapporti con Israele, i leader sauditi hanno fatto diverse dichiarazioni pubbliche nei confronti di Israele negli ultimi mesi. Nell’aprile del 2018, durante un’intervista, il principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman, ha affermato che Israele ha “diritto” a una patria, spingendo il re Salman a ritrattare la dichiarazione del figlio. Il principe ereditario ha inoltre riferito che i palestinesi dovrebbero accettare un accordo di pace con Israele o “zittire”. Esiste una base per lo sviluppo dei rapporti tra Israele e regno saudita. Entrambi i Paesi considerano l’Iran la loro più grande minaccia esterna e gli Stati Uniti come loro alleato chiave. Tuttavia, il conflitto israelo-palestinese è stato da sempre un ostacolo alle relazioni ufficiali tra Israele e l’Arabia Saudita.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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