Svolta diplomatica per Israele e Bahrain

Pubblicato il 12 febbraio 2019 alle 13:22 in Bahrein Israele

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Il Bahrain ha dichiarato a Israele di voler normalizzare i rapporti tra i due Stati, secondo quanto hanno riportato i media locali israeliani.

 Un canale televisivo israeliano ha annunciato la notizia, domenica 10 febbraio, a seguito di una serie di segnalazioni, durante il 2018, che riguardavano le relazioni diplomatiche tra Israele e lo Stato del Golfo. A tale riguardo, i media israeliani hanno riferito che il ministro degli Esteri del Bahrain, Khalid bin Ahmed al-Khalifa, ha incontrato segretamente l’ex ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, nel febbraio 2017. Infatti, durante la conferenza di sicurezza di Monaco del 2017, Khalifa aveva riferito a Livni che il re del Bahrein, Hamad bin Isa al-Khalifa, desiderava una normalizzazione dei rapporti diplomatici con Israele. Secondo i media locali, anche alcuni alti funzionari israeliani, non nominati, erano presenti all’incontro. Il ministro degli Esteri del Bahrein ha chiesto a Livni di trasmettere il messaggio al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

Già nel novembre del 2018, il quotidiano israeliano Jerusalem Post aveva riportato la notizia che Israele stava cercando di stabilire legami diplomatici con il Bahrain. In tale occasione, il ministro Khalid aveva smentito il quotidiano e aveva negato che Netanyahu si fosse recato nello Stato del Golfo per una visita programmata, dichiarando ai media del Bahrain che “la realtà è che nulla è accaduto”. I rapporti tra i Paesi del Golfo e lo Stato israeliano sono stati a lungo negativi, per via dell’appoggio degli Stati arabi alla causa palestinese e l’opposizione all’Occupazione della Cisgiordania e di Gerusalemme Est. Tuttavia, nonostante decenni di boicottaggi diplomatici e disaccordi, i rapporti sembrano essere in netto miglioramento. Il primo ministro israeliano, Netanyahu, ha visitato l’Oman nell’ottobre 2018, diventando il primo premier israeliano a visitare il sultanato da più di due decenni. Inoltre, due ministri israeliani si sono recati negli Emirati Arabi Uniti nel 2018.

Il ministro israeliano dell’Intelligence e dei trasporti, Israel Katz, ha dichiarato che queste visite fanno parte di una “più ampia tendenza a rafforzare i legami tra Israele e i paesi del Golfo sulla base di interessi comuni” durante la visita in Oman nel novembre 2018. A tale proposito, infatti, il ministro degli Esteri del Bahrein ha difeso gli attacchi aerei israeliani contro gli obiettivi iraniani in Siria e in un tweet ha riportato: “finché l’Iran porterà avanti l’attuale status quo basato su sue forze e missili operativi nella regione, qualsiasi Paese – Israele incluso – ha il diritto di difendersi eliminando la fonte del pericolo”. Khalid ha anche espresso sostegno per le operazioni israeliane mirate a trovare e distruggere i tunnel di confine di Hezbollah tra Israele e Libano. Lo stesso principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha contribuito a modificare la tradizionale politica araba di opposizione allo Stato d’Israele. Nell’aprile del 2018, durante una visita negli Stati Uniti, il principe Mohammed dichiarò che “gli israeliani hanno il diritto di avere la propria terra”. Il principe aveva poi aggiunto che gli Stati del Golfo e Israele condividono molti interessi comuni.

Inoltre, durante la visita di Netanyahu in Ciad, avvenuta il 20 gennaio 2019, il premier israeliano ha annunciato di aver ripristinato le relazioni diplomatiche con gli Stati della regione del Sahel e ha riferito che tale sviluppo era stato sostenuto da alcuni stati arabi, che non erano stati nominati. Il primo ministro ha chiaramente espresso il desiderio di portare avanti una normalizzazione dei legami con gli stati arabi e musulmani. Domenica 10 febbraio, infatti, Netanyahu ha annunciato che Israele riattiverà la sua “ambasciata virtuale” negli stati del Golfo. Il riferimento è all’account Twitter “Israel in the Gulf”, Israele nel Golfo, che è stato lanciato nel 2013 per facilitare gli Israeliani che si volessero recare in tali Paesi, ma è rimasto inattivo dal 2014. Il ministero israeliano per gli affari esteri ha twittato dal suo account in lingua araba che spera “questa ambasciata virtuale contribuirà ad approfondire la comprensione tra i popoli del Golfo e il popolo di Israele”.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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