Ministri della Difesa di Turchia e Russia si incontrano ad Ankara

Pubblicato il 12 febbraio 2019 alle 10:06 in Russia Turchia

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I ministri della Difesa di Turchia e Russia, quali Hulusi Akar e Sergey Shoigu, si sono incontrati lunedì 11 febbraio ad Ankara, accompagnati da due delegazioni.

All’inizio del meeting, Akar ha dato il benvenuto alla controparte russa, riferendo che la Turchia mira a colloquiare con la Russia “a tutti i livelli per riportare la pace e la stabilità nella regione e proteggere gli interessi di entrambi i Paesi”. Akar ha altresì aggiunto che gli sforzi per approfondire le relazioni contribuiranno a raggiungere tale scopo, e che questi sforzi andranno a beneficio della pace nel mondo in generale.

Da parte sua, Shoigu ha ringraziato Akar per l’accoglienza e ha ricordato che gli esperti militari di entrambi i Paesi si sono incontrati a Mosca all’inizio di febbraio, per discutere la questione siriana. In particolare, i militari hanno concordato di voler stabilizzare la zona di Idlib e dell’Est della Siria, in prossimità delle rive dell’Eufrate.

In seguito all’incontro, il Ministero della Difesa turco ha informato che le due parti hanno concordato di attuare misure di sicurezza congiunte nella provincia di Idlib, e di aumentare la collaborazione delle intelligence militari per assicurare la pace. Nel comunica ufficiale, inoltre, si legge che “i due ministri hanno condiviso le preoccupazioni della Turchia in merito alla minaccia esercitata dai terroristi del Kurdistan Workers’ Party (PKK), delle People’s Protection Units (YPG) e dell’ISIS nei territori siriani in prossimità dei confini con il territorio turco”.

Si è trattato di un incontro preliminare in vista del summit sulla Siria tra i leader di Turchia, Russia e Iran che si terrà a Sochi, il 14 febbraio.

La provincia di Idlib e i luoghi circostanti rappresentano la più grande enclave in mano ai ribelli che si oppongono al regime del presidente siriano Bashar al-Assad, sostenuto diplomaticamente e militarmente dalla Russia e dall’Iran. La provincia siriana, al contempo, ospita circa 3 milioni di persone, la metà delle quali sono rifugiati costretti a lasciare altre zone della Siria in seguito alle precedenti offensive di Assad.

Nell’ambito del conflitto siriano, la Turchia ha sempre appoggiato l’opposizione, supportando i ribelli che, da anni, cercano di rovesciare il regime di Assad. In passato, il presidente Recep Tayyip Erdogan ha definito il leader siriano “un terrorista”, sostenendo più volte che dovesse essere rimosso dal potere. Nel corso del tempo, tuttavia, Russia e Turchia hanno inizato a collaborare per porre fine alle violenze in Siria.

Lo scorso 17 settembre, i leader di Mosca e Anakara hanno raggiunto un accordo per l’istituzione di una “zona demilitarizzata” nella provincia ribelle di Idlib. In tale data, il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo turco hanno annunciato che la nuova zona cuscinetto, larga dai 15 ai 20 chilometri, avrebbe separato i territori controllati dai ribelli di Idlib da quelli detenuti dai soldati del governo siriano e sarebbe stata pattugliata congiuntamente da truppe turche e russe.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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