Armenia: Pashinyan a Berlino ribadisce equilibrio tra Mosca e Bruxelles

Pubblicato il 12 febbraio 2019 alle 8:02 in Armenia Germania

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Si è svolta la scorsa settimana la visita ufficiale del primo ministro armeno Nikol Pashinyan in Germania. A Berlino il premier armeno ha incontrato la cancelliera Angela Merkel, il presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier (che per 8 anni ha guidato il ministero degli esteri tedesco) e il presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble.

Pashinyan e Merkel hanno discusso della lotta alla corruzione nel paese caucasico, delle possibilità di investimenti tedeschi in Armenia, della situazione geopolitica nel Caucaso e della questione del Karabach.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che il primo ministro Nikol Pashinyan ha compiuto passi coraggiosi nella questione del Karabach, ma che entrambe le parti dovrebbero essere pronte per una soluzione pacifica.

“Le parti devono essere pronte a passare dalle parole alle azioni. Penso che non importi quanto il primo ministro continuerà a perseguire la sua politica in questa direzione, ma che entrambe le parti debbano essere pronte per la pace”, ha affermato la cancelliera. Allo stesso tempo, Merkel ha aggiunto che i passaggi non possono essere unilaterali, è necessaria la buona volontà di entrambe le parti.

Al di là della questione del Karabach, la visita di Pashinyan ha suscitato grande interesse nel quadro delle tensioni tra l’Occidente e la Russia, per capire le future mosse del premier armeno, trionfalmente eletto a dicembre con oltre il 70% dei voti dopo aver traghettato la transizione dopo la “rivoluzione di velluto” dello scorso aprile. L’Armenia ha tenuto negli ultimi anni una politica di equilibrio, stretta alleata di Mosca ma con politiche sempre più filo-occidentali.

In questo contesto, Nikol Pashinyan è estremamente importante. Sia in Russia che in Occidente numerosi analisti e studiosi che sono inclini a considerare Erevan sempre più lontana da Mosca e più vicina alla UE e agli Stati Uniti da quando Pashinyan è salito al potere.

Tuttavia, il premier armeno, anche in riunioni con politici occidentali, non ha dato argomenti speciali a favore di questa versione. Basta ricordare come durante la visita di due giorni a Bruxelles nel luglio 2018, il leader delle proteste di massa divenuto premier da poco più di due mesi in un’intervista a Euronews disse che il suo paese sarebbe rimasto “uno stretto alleato della Russia”. Mosca ha nel paese la sua principale base militare nel Caucaso meridionale e le truppe russe sono impegnate nel controllo delle frontiere del paese caucasico.

Anche a Berlino, Pashinyan ha difeso la politica di equilibrio dell’Armenia. “I cambiamenti democratici in Armenia continueranno a prescindere dal sostegno esterno, ed è molto importante che non ci troviamo di fronte alla questione della scelta geopolitica, a questo proposito manteniamo stretti legami sia con l’Unione Europea che con l’Unione economica euraasiatica”, ha affermato Pashinyan. A tal proposito, il premier armeno ha anche sottolineato: “Dobbiamo essere in grado di attuare riforme, avendo fiducia nel sostegno dei partner dell’Unione europea e dell’Unione economica eurasiatica”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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