Venezuela: il Brasile contro un intervento armato

Pubblicato il 11 febbraio 2019 alle 13:24 in Brasile Venezuela

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Il ministro degli Esteri brasiliano Ernesto Araújo in visita negli USA dove ha incontrato John Bolton e Mike Pompeo, ha espresso la contrarietà del Brasile ad interventi armati in Venezuela, ribadendo la posizione assunta a Ottawa assieme ai partner del Gruppo di Lima.

Dopo l’incontro con il ministro brasiliano, John Bolton ha twittato che “l’alleanza USA-Brasile è più forte che mai” e ha sottolineato “il sostegno comune al presidente ad interim Juan Guaidò”. Bolton ha affermato inoltre che è stata discussa durante la riunione “la logistica degli aiuti umanitari al popolo venezuelano”, per coordinare gli aiuti in cibo e medicinali stanziati dagli USA e già giunti in Colombia e quelli previsti dal Gruppo di Lima (Canada, Brasile, Argentina e altri 9 paesi).

In precedenza, in un’intervista al canale televisivo CBS, Trump ha dichiarato che l’invio dell’esercito in Venezuela era considerato “una delle opzioni” sul tavolo.  A questo si aggiunge la nota sul block-notes di Bolton su un presunto “invio di 5.000 soldati in Colombia” (il Pentagono ha poi smentito questa informazione). In America Latina c’è una crescente preoccupazione riguardo a un uso della forza contro Maduro.

Le diplomazie di Brasilia, Santiago, Buenos Aires, Bogotà e Lima preferiscono un aumento della pressione interna e internazionale che spinga Maduro a cedere senza interventi militari stranieri. La retorica della Casa Bianca contro il governo chavista di Caracas, in quest’ottica andrebbe considerata come uno strumento di pressione politica.

La posizione moderata manifestata da Araújo prima a Ottawa e poi a Washington è spiegata dall’influenza dell’esercito. Le Forze Armate di Brasilia, che hanno dato prova di grande moderazione durante la molto polarizzata campagna elettorale del 2018, svolgono un ruolo moderatore rispetto alle posizioni più estreme presenti nell’esecutivo di Jair Bolsonaro.

Il quotidiano brasiliano Folha de São Paulo ha pubblicato un articolo in cui si afferma che i militari del governo di Bolsonaro stanno svolgendo azione moderatrice nei confronti del ministro degli Esteri, considerato un falco, specialmente riguardo al Venezuela. Almeno due generali importanti parlano costantemente con Araújo per controllare le sue azioni.

Già il 4 gennaio, durante una riunione del gruppo di Lima in Perù, Araújo, appena insediatosi, ha sostenuto “la cessazione della cooperazione militare con il regime di Nicolás Maduro”, causando malcontento tra i militari brasiliani, che apprendono di più sulla situazione nel governo di Maduro dall’esercito venezuelano che dai canali diplomatici.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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