USA: due navi nel Mar Cinese Meridionale durante i colloqui per tregua commerciale con Cina

Pubblicato il 11 febbraio 2019 alle 17:50 in Cina USA e Canada

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Due navi da guerra statunitensi, lunedì 11 febbraio, hanno fatto rotta vicino alle isole rivendicate dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale durante un incontro tra i team negoziali dei due Paesi per raggiungere un accordo commerciale, secondo quanto riferito Reuters da un funzionario americano.

Il funzionario, parlando in condizione di anonimato, ha riferito che i due cacciatorpedinieri hanno viaggiato entro 12 miglia nautiche da Mischief Reef, nelle contestate Isole di Spratly. L’operazione è stata l’ultimo tentativo di contrastare ciò che Washington considera come gli sforzi di Pechino per limitare la libertà di navigazione in tali acque strategiche, dove opera la flotta cinese, giapponese e quelle di altri Stati.

Il Mar Cinese Meridionale è quindi un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. Questa, rivendicata in toto da Cina e Taiwan, parzialmente da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, fornisce le rotte a un fiorente commercio del valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno ed è ricca di giacimenti minerari. La Cina frequentemente ammonisce gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono vicino alle isole occupate dalla flotta di Pechino. Washington ha espresso preoccupazione per questo fenomeno, che ha chiamato “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”, poiché la potenza asiatica sta costruendo installazioni militari su isole artificiali e barriere coralline. La Cina difende le sue costruzioni perché necessarie per l’autodifesa, affermando poi che sono gli Stati Uniti ad aumentare le tensioni nella regione, inviando navi da guerra e aerei militari vicini alle isole rivendicate da Pechino.

La mossa, secondo ChannelNewsAsia, molto probabilmente farà arrabbiare Pechino in un momento di rapporti tesi tra le due maggiori economie del mondo. Cina e Stati Uniti sono bloccati in una guerra commerciale e le parti stanno cercando di trovare un accordo prima della scadenza del 1 marzo, quando le tariffe statunitensi per le importazioni cinesi dal valore di 200 miliardi di dollari saranno aumentate dal 10% al 25%. Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina sono costate ad entrambi i Paesi miliardi di dollari e hanno agitato i mercati finanziari globali.

Gli ultimi tavoli di discussione tra Stati Uniti e Cina hanno avuto inizio lunedì 11 febbraio, di mattina, e andranno avanti tutta la settimana. I negoziati a Washington del mese scorso si sono conclusi senza un accordo.

La previsione dell’agenzia di stampa Reuters è che gli Stati Uniti continueranno a premere sulle richieste di vecchia data alla Cina di riformare il modo in cui tratta la proprietà intellettuale delle compagnie americane, al fine di sigillare un accordo commerciale che potrebbe impedire l’aumento delle tariffe sulle importazioni cinesi. A gennaio, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, in un briefing a Pechino, aveva dichiarato che la Cina spera, come tutto il mondo, in un buon risultato.  Anche la consigliera senior della Casa Bianca, Kellyanne Conway, ha espresso fiducia in un possibile accordo. Alla domanda se i due Paesi si stessero avvicinando a un accordo, lunedì 11 febbraio, ha dichiarato a Fox News in un’intervista che “sembra così, assolutamente”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato la scorsa settimana che non aveva in programma di incontrare il presidente cinese, Xi Jinping, prima della scadenza del 1 marzo. L’affermazione ha fatto crescere le speranze per un rapido patto commerciale. La consigliera Conway, tuttavia, ha riferito che un incontro tra i due leader prima di marzo è ancora possibile.

Alla domanda se il passaggio delle navi avrebbe avuto un impatto sui negoziati commerciali, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua ha detto che “una serie di trucchi statunitensi” ha mostrato cosa stava pensando Washington. Ma il portavoce del Ministero degli Esteri ha aggiunto che la Cina è convinta che la risoluzione delle frizioni commerciali attraverso il dialogo sia nell’interesse dei cittadini di entrambi i paesi e della crescita economica globale.

Negli ultimi mesi, è cresciuto il timore che la disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina sia solo un elemento di una relazione bilaterale che si sta raffreddando rapidamente, con i funzionari dell’amministrazione statunitense che criticano Pechino per mossa, dagli abusi dei diritti umani allo spionaggio informatico negli Stati Uniti. I due Paesi sono anche in disaccordo sulla sicurezza regionale, comprese le aperture di Washington all’isola autonoma di Taiwan, che la Cina rivendica come propria.

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di Redazione

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