Egitto: al-Sisi alla presidenza dell’Unione Africana

Pubblicato il 11 febbraio 2019 alle 6:01 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, è stato nominato presidente dell’Unione Africana (AU), a margine del meeting tra gli Stati membri presso Addis Abeba, in Etiopia, avvenuto domenica 10 febbraio. La presidenza dell’Unione ruota annualmente tra gli Stati delle cinque regioni del Continente africano.

Come riportato da al-Jazeera English, il leader egiziano dovrebbe concentrare la sua direzione sulla lotta contro i gruppi armati in tutto il territorio africano, e nella ricostruzione dei Paesi che sono reduci di conflitti. “Il terrorismo rimane un cancro che ha effetti su diverse nazioni africane e ruba i sogni delle nostre persone, per questo dobbiamo identificare e combattere coloro che finanziano le attività terroristiche nel continente”, ha dichiarato al-Sisi nel discorso di inaugurazione del mandato. Il leader egiziano ha aggiunto che, sotto la presidenza egiziana, l’Unione Africana avrà come priorità la “diplomazia preventiva”, considerata un meccanismo chiave per promuovere la pace e la sicurezza di tutta l’Africa.

Il precedente presidente dell’Unione era il capo di Stato del Rwanda, Paul Kagame, il quale si era concentrato nella creazione di una zona di libero scambio in Africa. Kagame ha accolto positivamente la nomina di al-Sisi, dichiarando che, sotto di lui, sicuramente l’AU raggiungerà ottimi risultati.

La presidenza di al-Sisi, tuttavia, ha suscitato diverse critiche, soprattutto da gruppi difensori dei diritti umani, come Amnesty International. Il direttore dell’organizzazione per il Nord Africa, Nijia Bounaim, ha fatto notare con preoccupazione che, durante il proprio mandato, al-Sisi ha dimostrato “disprezzo” verso il rispetto dei diritti umani e, di conseguenza, l’Egitto ne ha risentito, affrontando un declino senza precedenti nel rispetto delle libertà individuali. “Temiamo l’impatto della presidenza di al-Sisi nell’Unione Africana, che potrebbe avere riscontri sui meccanismi di indipendenza regionale dei diritti umani”, ha continuato Bounaim.

È la prima volta che l’Egitto, da quando l’AU è stata fondata nel 2002, assume la sua presidenza.

Dalla cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, avvenuta il 3 luglio 2013, le autorità egiziane hanno iniziato a lanciare una dura repressione contro la Fratellanza Musulmana, dichiarata organizzazione terrorista nel dicembre dello stesso anno, e contro tutti gli oppositori politici. Da quando al-Sisi è salito al potere, l’8 giugno 2014, ha adottato una serie di riforme provocando un forte discontento tra i cittadini, che tuttavia non è mai sfociato in proteste violente per le strade del Paese. I rari casi in cui si sono svolti cortei, la polizia è prontamente intervenuta per sedarli.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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