Siria: offensiva finale delle SDF contro l’Isis a Baghouz

Pubblicato il 10 febbraio 2019 alle 12:20 in Medio Oriente Siria

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Le Syrian Democratic Forces (SDF), spalleggiate dalle truppe statunitensi, hanno reso noto di aver ufficialmente avviato l’offensiva contro l’ultima roccaforte dell’Isis nella Siria orientale, sabato 9 febbraio, mirando a distruggere l’ultimo grande bastione rimasto del califfato jihadista nel Paese.

Nella sera di sabato 9 febbraio, Mustafa Bali, a capo dell’ufficio stampa delle Syrian Democratic Forces (SDF), sostenute dalle forze americane, ha rivelato all’agenzia di stampa Reuters che “l’ultima battaglia” contro lo Stato Islamico era imminente. Più tardi, Bali ha scritto sul suo account Twitter che l’attacco era stato ufficialmente scagliato, e che l’enclave sarebbe stata “presto sgomberata”. Prima di attaccare, le milizie delle SDF hanno atteso, nel corso degli ultimi 10 giorni, che oltre 20mila civili fossero evacuati dalla zona. Un alto funzionario delle SDF, Redur Xelil, ha aggiunto che le loro truppe sperano di riconquistare l’intera roccaforte entro la fine del mese di febbraio, nonostante abbia affermato anche che l’Isis continua a porre “grandi e gravi” minacce alla sicurezza. Entrambe le fonti hanno poi spiegato a Reuters che, secondo i massimi esperti del governo americano, il leader del gruppo jihadista, Abu Bakr al-Baghdadi, sarebbe ancora vivo e con molte probabilità si starebbe nascondendo in Iraq.

Anche il presidente americano, Donald Trump, il quale a fine dicembre aveva ha ordinato il ritiro di 2mila truppe americane dalla Siria, ponendo fine improvvisamente alla campagna militare contro lo Stato Islamico, mercoledì 6 febbraio, ha annunciato di aspettarsi che entro una settimana le milizie USA ancora dispiegate in Siria avranno riconquistato il territorio ora in mano allo Stato Islamico.
L’enclave è vicino al confine con l’Iraq e comprende due villaggi, sebbene l’Isis detenga ancora anche alcune porzioni di territori siriani occidentali, nella regione in mano al governo di Damasco, sotto la sfera d’influenza russa e iraniana. Sono circa qualche centinaio i jihadisti rimasti nelle ultime postazioni dell’ISIS al confine tra Siria e Iraq.

Venerdì 8 febbraio, Mustafa Bali aveva reso noto che le truppe delle SDF erano pronte a sferrare un’offensiva contro l’ultima roccaforte siriana dello Stato Islamico, una volta che tutti i civili presenti nell’area saranno stati evacuati. La maggior parte dei civili presenti nell’area sono familiari e parenti dei combattenti dell’Isis. Bali aveva spiegato che era attivo un corridoio sicuro, e che i civili stavano venendo evacuati ogni giorno da Baghouz; egli aveva inoltre annunciato che, una volta terminata l’evacuazione, le milizie avrebbero lanciato un attacco per debellare la presenza dell’Isis, o per costringerli alla resa, sottolineando che le truppe non avevano alcuna intenzione di negoziare con l’organizzazione terroristica.

L’enclave in mano allo Stato Islamico si concentra intorno a Baghouz, sulla riva orientale del fiume Eufrate, e rappresenta l’ultima principale roccaforte detenuta dal gruppo jihadista in Siria. Nonostante ciò, l’Isis controlla ancora piccole strisce di territori nella Siria a ovest dell’Eufrate, in mezzo a porzioni e regioni più ampie riconquistate dalle forze governative, fedeli al regime di Damasco, sotto la guida del presidente Bashar al-Assad.

A fine gennaio, il capo delle SDF, Mazloum Kobani, aveva riferito che le operazioni militari contro lo Stato Islamico erano ormai entrate nell’ultima fase, poiché i combattenti curdi contavano di sconfiggere definitivamente i terroristi entro un mese. Anche Washington, il 29 gennaio, aveva fatto eco alle dichiarazioni di Kobani, dichiarando che l’Isis avrebbe perso gli ultimi territori “nel giro di un paio di settimane”.

Le Syrian Democratic Forces sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni. Fin dalla sua creazione, il 10 ottobre 2015, l’alleanza ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro l’ISIS in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione delle roccaforti occupate dai jihadisti. Le Syrian Democratic Forces sono sostenute dalla coalizione internazionale, a guida americana, che le considera un alleato indispensabile nella lotta contro l’ISIS. Dopo la liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017, le forze curde sono state impegnate nella lotta contro gli ultimi soldati dell’Isis che si erano rifugiati nelle aree desertiche della Siria orientale. La coalizione internazionale a guida americana è stata creata nel settembre 2014 e, ad oggi, è formata da 79 membri; il suo scopo è quello di sconfiggere l’ISIS definitivamente. Nonostante la vittoria militare contro lo Stato Islamico in Siria sia stata annunciata il 6 dicembre 2017, i combattenti continuano ad essere attivi in alcune zone del Paese. In Siria, l’impegno militare della coalizione è concentrato nella valle dell’Eufrate, dove sono presenti gli ultimi nuclei di resistenza dell’ISIS.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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