Libia: raid aerei delle forze di Haftar presso oleodotto

Pubblicato il 10 febbraio 2019 alle 11:31 in Africa Libia

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Le forze del governo della Libia orientale, leali al comandante Khalifa Haftar, hanno condotto 4 raid aerei in prossimità dell’oleodotto El Feel in segno di avvertimento per un comandante delle forze rivali, ha reso noto un ingegnere locale sabato 9 febbraio.

Si tratta della prima azione militare compiuta dall’esercito della Libia Est da quando esso ha proibito qualsiasi volo non espressamente autorizzato nella Libia meridionale, venerdì 8 febbraio. I raid erano indirizzati contro Ali Kennah, il nuovo comandante della zona militare di  Sabha, alleata al governo libico rivale, quello tripolino; l’uomo in quel momento si trovava nella struttura bersagliata. A renderlo noto a Reuters è stato un ingegnere dell’oleodotto in questione. L’offensiva aerea ha danneggiato le infrastrutture dell’oleodotto e la pista dell’aeroporto, “mettendo le vite dei civili in pericolo”, è stato annunciato con un comunicato dal governo di Tripoli. La dichiarazione ha altresì aggiunto che l’attacco ha preso di mira anche un aereo civile che stava cercando di evacuare dall’oleodotto alcuni cittadini rimasti feriti. La struttura dell’El Feel è situata nella regione sud-occidentale del Paese, e allo stato attuale produceva attivamente greggio, circa 70.000 barili al giorno. I contrasti e le instabilità dello scenario politico libico hanno causato gravi problemi e rallentamenti all’industria petrolifera nazionale.

Kennah, che ha servito il governo dell’ex dittatore libico Muammar Gaddafi, è stato recentemente nominato comandante di Sabha dal primo ministro di Tripoli, Fayez Serraj.

Haftar è un personaggio chiave del governo libico orientale, dove, nel 2017, l’esercito nazionale libico ha occupato la seconda città più grande del Paese, Bengasi, espellendo militanti islamici dalla zona.

Da quando il dittatore libico, Muammar Gheddafi, è stato rovesciato ed eliminato attraverso l’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo è il Governo di Accordo Nazionale, creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è guidato da Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. L’assenza di una guida unitaria del Paese, in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ed i suoi confini, ha fatto sì che i trafficanti di esseri umani, i gruppi armati ed i terroristi portassero avanti indisturbati le proprie attività a danno dei cittadini e dei migranti, che sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

A fine gennaio, i due governi hanno accettato di collaborare a un progetto congiunto, al fine di realizzare uno dei porti più automatizzati del Nord Africa nei pressi della città di Susah, in Libia. Lo sviluppo congiunto del porto di Susah potrebbe accrescere la fiducia tra i due governi rivali, che hanno raggiunto l’accordo dopo mesi di trattative.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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