Grecia: approvato ingresso della Macedonia nella NATO

Pubblicato il 10 febbraio 2019 alle 6:00 in Grecia Macedonia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Grecia ha ratificato un accordo NATO con la Macedonia per l’ammissione dell’ex Repubblica jugoslava in seno all’alleanza militare a guida americana, facendo pendere il Paese nella sfera di influenza degli Stati occidentali, dopo che l’accordo sul nuovo nome macedone ha messo un punto a un conflitto tra Skopje e Atene durato 28 anni.

Venerdì 8 febbraio, il Parlamento di Atene ha ufficialmente ratificato il protocollo di ingresso all’interno della NATO per la vicina Macedonia, ormai chiamata formalmente “Macedonia del Nord”, con 153 voti a favore, 140 voti contrari e un’astensione. La ratifica pone fine al processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali tra i due Stati, e àncora Skopje alla sfera di influenza dell’Europa occidentale e di Washington. “Il voto odierno mette un punto al più importante ciclo di obblighi inerenti alla Grecia”, ha annunciato il premier ateniese, Alexis Tsipras, davanti al Parlamento, poco prima della votazione, aggiungendo: “Vorrei dare il benvenuto alla Macedonia del Nord, un Paese amico della Grecia, un Paese che deve essere un alleato negli sforzi volti a stabilire sicurezza, stabilità e pace nella regione”. “La storia ci giudicherà. Sento che abbiamo portato a termine il nostro dovere patriottico”, ha concluso il primo ministro greco. I membri della NATO aveva firmato il protocollo di ingresso della Macedonia nella giornata di mercoledì 6 febbraio. L’approvazione di Atene all’ingresso macedone in seno all’organismo internazionale onora la parte finale del precedente accordo di Prespa, stipulato recentemente.

La questione ha fatto inoltre riaffiorare antichi contrasti con la Russia, la quale si contende l’influenza sui Paesi balcanici. Mosca ha criticato l’ingresso della Macedonia nella NATO, accusando l’alleanza di voler minare la sicurezza nella regione.

Il 25 gennaio, Atene aveva ratificato tale storico accordo con il quale approvava la decisione della vicina Macedonia, indipendente dal 1991, di cambiare il suo nome in Repubblica della Macedonia del Nord, ponendo fine a un conflitto aperto da 28 anni e aprendo la strada all’ingresso del Paese nell’Unione Europea e nella NATO. In tale occasine, il primo ministro greco, Alexis Tsipras, si era assicurato un numero sufficiente di voti in Parlamento per ratificare ufficialmente l’accordo di Prespa, volto a porre fine alla lunga disputa tra Atene e Skopje sul nome della Macedonia. Il primo ministro macedone, Zoran Zaev, aveva convenuto il cambio del nome con la controparte greca a giugno 2018. Secondo la decisione stipulata dai due, una volta che Skopje avesse approvato il cambio di nome modificando la Costituzione, Tsipras avrebbe dovuto ratificare l’accordo presso il Parlamento greco. Cosa che è effettivamente avvenuta nella giornata di venerdì 25 gennaio, grazie soprattutto agli sforzi di Tsipras, il quale ha corso il rischio di perdere la sua popolarità presso l’elettorato, affrontando numerose proteste nei confini nazionali; secondo alcuni sondaggi, sarebbero stati addirittura due terzi i cittadini greci contrari all’accordo con Skopje. Secondo quanto previsto da tale patto, inoltre, la Grecia avrebbe dovuto smettere di bloccare la Macedonia dall’entrare nella NATO e in altri gruppi internazionali, permettendole di avviare le trattative per l’accesso all’Unione Europea.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.