World Bank approva 30 milioni di dollari per riforme dell’Autorità Palestinese

Pubblicato il 9 febbraio 2019 alle 6:01 in Medio Oriente Palestina

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La World Bank ha approvato una sovvenzione del valore di 30 milioni di dollari a sostegno del programma di riforme dell’Autorità Palestinese volte a rafforzare la resilienza fiscale e a creare un ambiente economico favorevole alla creazione di nuovi posti di lavoro e agli investimenti privati.

Il direttore della World Bank per la Cinsgiordania e la Striscia di Gaza, Anna Bjerde, ha spiegato che, nell’attuale clima di calo economico e restringimento di liquidità, la politica dei sussidi di sviluppo rimane uno strumento chiave per supportare sia le riforme prioritarie, sia i problemi fiscali. A suo avviso, migliorare la sostenibilità e l’affidabilità creditizia dei fornitori di servizi non solo stimolerà le attività economiche e creerà posti di lavoro, ma si tradurrà anche in una maggiore fiducia dei cittadini. Si tratta del nono programma di prestiti per lo sviluppo erogato dalla World Bank all’Autorità palestinese, del valore complessivo di 340 milioni di dollari. La Francia e la Norvegia hanno contribuito con 26 milioni di dollari per attuare le politiche sostenute dalla World Bank.

“Mentre la nuova sovvenzione continuerà a sostenere i progressi per migliorare l’erogazione dei servizi dell’Autorità Palestinese come energia, acqua e salute, è anche essenziale modernizzare e migliorare il contesto giuridico e normativo per attrarre investitori e imprenditori e costruire su un nuovo impulso di riforma nell’amministrazione della terra e pagamenti mobili senza contanti “, ha spiegato Damir Cosic, economista senior della World Bank. 

L’Autorità Palestinese è rimasta a corto di liquidità da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dimezzato tutti gli aiuti ai palestinesi, contribuendo a peggiorare la situazione economica per i civili palestinesi. L’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi (UNRWA), attualmente, sta affrontando una crisi finanziaria per via della decisione di Washington di fermare tutti gli aiuti all’agenzia. Gli Stati Uniti erano sempre stati il maggior contributore dell’UNRWA, fornendo circa 350 milioni di dollari ogni anno.

Nel frattempo, il primo febbraio, Washington ha annunciato che sospenderà gli aiuti ai servizi di sicurezza palestinesi, su richiesta dell’Autorità Palestinese, al fine di prevenire eventuali azioni legali contro il sostegno al terrorismo. L’iniziativa è stata avanzata dalla PA alla fine di gennaio, per paura di esporsi ad accuse sotto la legislazione americana US Ati-Terrorism Clarification Act (ATCA), che è entrata in vigore il primo febbraio. “Se i soldi rischiano di portarci di fronte alla corte, allora non li riceveremo più”, ha affermato l’ufficiale palestinese Saeb Erekat.

Il Congresso USA ha adottato la legislazione ATCA lo scorso anno, la quale fa sì che ogni governo che riceve soldi sia soggetto alle leggi antiterrorismo degli Stati Uniti. Finora, la PA riceveva circa 35 milioni di dollari di aiuti per sostenere le forze di sicurezza nei territori occupati della Cisgiordania, per cooperare a stretto contatto con la controparte Israele al fine di contrastare Hamas e altri gruppi radicali.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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