Siria: evacuati i civili, SDF attaccheranno ultima enclave Isis

Pubblicato il 9 febbraio 2019 alle 15:29 in Medio Oriente Siria

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Le Syrian Democratic Forces (SDF), sostenute dalle forze americane, sono pronte a sferrare un’offensiva contro l’ultima roccaforte siriana dello Stato Islamico, una volta che tutti i civili presenti nell’area saranno stati evacuati, ha annunciato un ufficiale delle truppe.

Mustafa Bali, a capo dell’ufficio stampa delle SDF, ha reso noto che le milizie si stanno preparando a sferrare l’attacco finale contro lo Stato Islamico, ma che prima deve essere completata l’evacuazione dei civili dalla regione. Tale processo non è stato definito in termini temporali. La maggior parte dei civili presenti nell’area sono familiari e parenti dei combattenti dell’Isis. Nella serata di venerdì 8 febbraio, Bali ha affermato: “Certo, c’è un corridoio sicuro, e i civili stanno venendo evacuati ogni giorni, e ciò riduce il numero di cittadini stanziati a Baghouz finché non ci saremo assicurati che la cittadina è sgombra di civili”. A quel punto, ha continuato l’ufficiale, “lanceremo un attacco per debellare la presenza dell’Isis, oppure si arrenderanno. Non hanno altre opzioni”. Bali ha infine sottolineato chiaramente che le truppe non hanno alcuna intenzione di negoziare con l’organizzazione terroristica.

L’enclave in mano allo Stato Islamico si concentra intorno a Baghouz, sulla riva orientale del fiume Eufrate, e rappresenta l’ultima principale roccaforte detenuta dal gruppo jihadista in Siria. Nonostante ciò, l’Isis controlla ancora piccole strisce di territori nella Siria a ovest dell’Eufrate, in mezzo a porzioni e regioni più ampie riconquistate dalle forze governative, fedeli al regime di Damasco, sotto la guida del presidente Bashar al-Assad.

A fine gennaio, il capo delle SDF, Mazloum Kobani, aveva riferito che le operazioni militari contro lo Stato Islamico erano ormai entrate nell’ultima fase, poiché i combattenti curdi contavano di sconfiggere definitivamente i terroristi entro un mese. Anche Washington, il 29 gennaio, aveva fatto eco alle dichiarazioni di Kobani, dichiarando che l’Isis avrebbe perso gli ultimi territori “nel giro di un paio di settimane”.

In questo contesto, il 24 gennaio, decine di persone avevano perso la vita in un attacco dello Stato Islamico in Siria, in un tentativo da parte dell’organizzazione terroristica di riprendere il controllo di una parte del territorio. L’attentato aveva colpito le posizioni delle Syrian Democratic Forces (SDF) con 3 attentatori suicidi nei pressi del villaggio di Baghouz, che era stato conquistato dai militanti curdi il giorno precedente. Complessivamente avevano perso la vita 16 membri delle SDF e 34 terroristi nella battaglia, secondo le stime dell’Osservatorio Siriano sui Diritti Umani. Baghouz era l’ultimo villaggio sotto il controllo dell’Isis che, adesso, è stato confinato in due paesini nel Nord-Est della Siria.

Sono circa qualche centinaio i jihadisti rimasti nelle ultime postazioni dell’ISIS al confine tra Siria e Iraq. Il 14 dicembre, le SDF, con l’appoggio della coalizione internazionale a guida americana, avevano liberato la città di Hijan, nell’Est della Siria. Le operazioni per liberare tale città erano iniziate lo scorso 10 settembre.

Le Syrian Democratic Forces sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni. Fin dalla sua creazione, il 10 ottobre 2015, l’alleanza ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro l’ISIS in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione delle roccaforti occupate dai jihadisti. Le Syrian Democratic Forces sono sostenute dalla coalizione internazionale, a guida americana, che le considera un alleato indispensabile nella lotta contro l’ISIS. Dopo la liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017, le forze curde sono state impegnate nella lotta contro gli ultimi soldati dell’Isis che si erano rifugiati nelle aree desertiche della Siria orientale. La coalizione internazionale a guida americana è stata creata nel settembre 2014 e, ad oggi, è formata da 79 membri; il suo scopo è quello di sconfiggere l’ISIS definitivamente. Nonostante la vittoria militare contro lo Stato Islamico in Siria sia stata annunciata il 6 dicembre 2017, i combattenti continuano ad essere attivi in alcune zone del Paese. In Siria, l’impegno militare della coalizione è concentrato nella valle dell’Eufrate, dove sono presenti gli ultimi nuclei di resistenza dell’ISIS.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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