Parigi richiama ambasciatore francese a Roma per ingerenza dell’Italia

Pubblicato il 8 febbraio 2019 alle 13:55 in Francia Italia

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La Francia ha richiamato il proprio ambasciatore a Roma a causa di “attacchi senza precedenti dalla fine della guerra” e “dichiarazioni oltraggiose” da parte dei politici italiani. Parigi, inoltre, ha esortato l’Italia ad assumere nuovamente un atteggiamento più amichevole nei suoi confronti. “Per diversi mesi, la Francia è stata bersaglio di ripetuti attacchi e commenti oltraggiosi senza fondamento”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri francese in un comunicato, sottolineando che manipolare le relazioni a scopi elettorali è un fatto molto grave.

Il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha spiegato che il richiamo dell’ambasciatore è un segnale per l’Italia, che è considerata “un alleato storico della Francia e uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea”. I due vicepremier italiani, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, si sono detti favorevoli al dialogo, mentre Griveaux ha fatto notare che, in realtà, il dialogo non è mai stato rotto.

Sulla questione è intervenuto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha affermato che è necessario difendere e preservare l’amicizia tra Italia e Francia, motivo per cui è urgente ristabilire un clima di fiducia. Come spiega l’emittente francese France 24, l’ultima volta che la Francia aveva richiamato il proprio ambasciatore a Roma è stata nel 29140, quando Benito Mussolini dichiarò guerra a Parigi.

Nel corso dei mesi passati, Francia e Italia hanno vissuto alcuni momenti di tensione, l’ultimo dei quali lo scorso 22 gennaio, quando Parigi ha convocato l’ambasciatrice italiana nella capitale francese per chiedere spiegazioni in merito alle dichiarazioni rilasciate dal vicepremier, Luigi Di Maio, sulla presenza francese in Africa. In particolare, Di Maio aveva affermato che, a suo avviso, Parigi stava continuando a colonizzare il continente africano, spingendo le persone ad emigrare.

Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, ha dato poi seguito alle dichiarazioni di Di Maio, affermando che, secondo lui, la Francia non ha alcun interesse nella stabilizzazione della Libia, probabilmente perché mira solo al suo petrolio, al contrario dell’Italia, che mira invece a risolvere la situazione politica del Paese nordafricano. 

Roma e Parigi, oltre a essere in competizione per estendere la propria influenza sulla Libia, non concordano su una linea comune da adottare per stabilizzare il Paese. In primo luogo, mentre l’Italia appoggia il governo di Tripoli, sostenuto dall’Onu e guidato dal premier Fayez Serraj, Parigi è più vicina al governo di Tobruk e al suo uomo forte, il generale Khalifa Haftar. In secondo luogo, la Francia ha insistito per mesi sull’organizzazione di elezioni in Libia per lo scorso 10 dicembre, come concordato alla Conferenza di Parigi tra diverse parti libiche il 29 novembre 2017. L’Italia e l’Onu, al contrario, ritengono che il Paese nordafricano non sia ancora pronto ad affrontare le votazioni.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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