Washington: Russia viola regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio

Pubblicato il 7 febbraio 2019 alle 8:59 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti ritengono che la Federazione russa violi sistematicamente le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), secondo quanto risulta da un rapporto del Rappresentante commerciale statunitense sull’attuazione degli obblighi della Federazione russa nell’ambito dell’organizzazione

In particolare, il rapporto statunitense afferma che la Russia si sta allontanando dalle regole dei mercati aperti e che impedisce l’importazione regolare di beni e servizi americani.

“Se gli Stati Uniti dovessero scoprire che la Russia effettivamente non agisce in conformità dei suoi impegni con la OMC, valuteranno e applicheranno tutte le misure necessarie per risolvere il problema e mantenere aperti i mercati russi per le esportazioni dagli Stati Uniti” – si legge nel documento.

Allo stesso tempo, gli autori del rapporto riconoscono che la cessazione dei contatti bilaterali con Mosca dopo gli eventi in Ucraina del febbraio-marzo 2014 limita la loro capacità di discutere direttamente con la controparte russa le preoccupazioni di Washington. Il rapporto accusa inoltre che le richieste dell’ambasciata americana di riunioni con i rappresentanti russi spesso non trovano una risposta.

“L’importazione di beni in Russia rimane un compito difficile: gli Stati Uniti continuano a monitorare da vicino l’adempimento da parte dei russi degli impegni presi, ma sembra che a creare i maggiori ostacoli al commercio siano misure non tariffarie” – dice il documento.

Vengono criticati le regole di localizzazione della produzione, alcune tasse e imposte locali e i requisiti di controllo fitosanitario. Inoltre, gli autori si dicono insoddisfatti anche delle regole per l’esportazione dalla Russia.

“La Russia mantiene un elenco di cosiddetti prodotti cosiddetti importanti che possono essere soggetti a restrizioni sulle esportazioni” – si legge nel report, aggiungendo che gli USA sono pronti a richiedere “azioni obbligatorie” da parte della OMC, se dovesse essere necessario.

Accuse simili sono state rivolte alla Repubblica Popolare Cinese.

Gli Stati Uniti dalla fine di marzo 2018 hanno imposto dazi d’importazione del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, inclusi quelli provenienti dalla Russia. Assieme a numerosi paesi e organizzazioni, tra cui Cina, Turchia e Unione europea, Mosca ha duramente criticato queste misure e in seno alla Organizzazione Mondiale del Commercio è stata creato un gruppo speciale di arbitrato.

In risposta ai dazi americani, il 5 agosto 2018, la Russia ha introdotto nuovi dazi sull’importazione di alcune merci americane. Sono aumentati i dazi sulle importazioni di determinati tipi di strumenti per il trasporto di merci, delle fibre ottiche, di attrezzature per la costruzione di strade, di attrezzature per l’estrazione e la lavorazione di petrolio e gas, strumenti per la lavorazione dei metalli e per la perforazione di superfici rocciose. Le tariffe previste dai dazi russi variano tra il 25% e il 40% in base al materiale.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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