Rouhani: “Iran pronto ad accettare scuse degli USA se si pentiranno del proprio comportamento”

Pubblicato il 7 febbraio 2019 alle 13:01 in Iran USA e Canada

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Il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, ha dichiarato che, se gli Stati Uniti si pentiranno e cambieranno il proprio approccio, l’Iran accoglierà tale cambiamento positivamente.

La dichiarazione è stata rilasciata mercoledì 6 febbraio, nell’ambito di un incontro con gli ambasciatori ed i capi delle missioni estere in Iran, avvenuto a Teheran in occasione del 40esimo anniversario della vittoria della rivoluzione islamica. Rouhani ha spiegato che il motto del Paese è “l’Iran con il mondo intero”, motivo per cui è pronto a riappacificarsi con gli Stati Uniti, se questi si pentiranno del loro atteggiamento.

“Nonostante gli USA abbiano adottato politiche ingiuste per anni, siamo pronti ad accettare il loro pentimento. Se Washington si scuserà con noi per le interferenze passate e riconoscerà la dignità e la gloria della nazione iraniana e della grandiosa rivoluzione islamica, parlando in modo rispettoso con il popolo iraniano, potremo normalizzare i rapporti”, ha affermato Rouhani, aggiungendo che il suo Paese mira ad avere relazioni amichevoli con tutte le grandi potenze.

Il leader iraniano ha continuato il proprio intervento affermando che la Repubblica Islamica desidera un Medio Oriente privo di armi atomiche e un mondo compatto contrario alla violenza e all’estremismo. A suo avviso, finora, gli USA hanno cercato di esercitare pressione a scapito della popolazione iraniana, senza riuscire tuttavia a smembrare la nazione con le numerose sanzioni.

Lo scorso 8 maggio, il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro statunitense dal patto sul nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), considerato “il peggior patto mai concluso dagli Stati Uniti”. Successivamente, il 5 novembre, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che ha colpito oltre 700 individui, entità, aerei e navi di Teheran. L’obiettivo delle misure restrittive, ha spiegato il comunicato del Tesoro, è quello di impedire che Teheran continui a finanziare le proprie attività maligne, e esercitare una forte pressione finanziaria sul regime iraniano, affinché questo negozi un nuovo accordo che neghi qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico.

Il 20 novembre, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro 6 individui e 3 società appartenenti a una rete russo-iraniana che fornisce milioni di barili di petrolio alla Siria come parte di un tentativo di rafforzare il regime di Damasco. In cambio, il presidente siriano, Bashar al-Assad, finanzia le forze Quds del Corpo iraniano delle guardie della rivoluzione islamica che drenano poi a loro volta le risorse verso Hamas ed Hezbollah.

In riferimento al JCPOA, Rouhani ha spiegato che rappresenta il simbolo dell’impegno dell’Iran a rispettare gli accordi internazionali. Le sue dichiarazioni arrivano a pochi giorni di distanza dall’annuncio di Trump in merito alla permanenza delle truppe americane in Iraq, per monitorare i movimenti dell’Iran. I giorni precedenti, Rouhani aveva dichiarato che l’Iran sta affrontando la situazione economica più difficile degli ultimi 40 anni, per colpa degli Stati Uniti.

Con le ultime dichiarazioni, il presidente iraniano sembra aver assunto un tono più conciliatorio nei confronti degli Stati Unit che, al momento, non hanno ancora commentato le sue parole.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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