Libia: forze di Haftar prendono il controllo del giacimento di Al-Sharara

Pubblicato il 7 febbraio 2019 alle 15:09 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze del comandante dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, hanno preso il controllo di Al-Sharara, uno dei principali giacimenti petroliferi del Paese, posizionato a 900 km a Sud di Tripoli, senza sparare alcun colpo di proiettile.

Il portavoce della LNA, Ahmad al-Mesmari, che ha annunciato la notizia mercoledì 6 febbraio, ha riferito che il giacimento produce 315.000 barili di greggio al giorno, ovvero circa 1/3 della produzione totale della Libia. Il sito è stato chiuso per quasi due mesi per via degli scontri tra diversi gruppi armati. Attualmente, il giacimento di Al-Sharara è gestito da Akakus, una joint venture tra la National Oil Corporation (NOC) libica, la Repsol della Spagna, la Total della Francia, la OMV dell’Austria e la Statoil della Norvegia.

Il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj, che di recente ha visitato il sito, ha promesso nuovi fondi per rilanciare lo sviluppo della regione. Tuttavia, la NOC ha reso noto che non avrebbe riattivato la produzione fino a quando il sito non sarebbe stato messo nuovamente in sicurezza.

Da quando il dittatore libico, Muammar Gheddafi, è stato rovesciato ed eliminato attraverso l’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo, creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è guidato dal premier Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia.

Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. L’assenza di una guida unitaria del Paese, in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ed i suoi confini, ha fatto sì che i trafficanti di esseri umani, i gruppi armati ed i terroristi portassero avanti indisturbati le proprie attività a danno dei cittadini e dei migranti, che sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

A fine gennaio, i due governi hanno accettato di collaborare a un progetto congiunto, al fine di realizzare uno dei porti più automatizzati del Nord Africa nei pressi della città di Susah, in Libia. È quanto ha annunciato la compagnia americana The Guiday Group, specificando che il Consiglio presidenziale di Tripoli e la Casa dei rappresentanti di Tobruk hanno preso la storica decisione nel corso dei giorni passati. Ad avviso della compagnia americana, lo sviluppo congiunto del porto di Susah accrescerà la fiducia tra i due governi rivali, che hanno raggiunto l’accordo dopo mesi di trattative.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.