Libano: governo concorda riforme economche

Pubblicato il 7 febbraio 2019 alle 6:01 in Libano Medio Oriente

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Il nuovo governo libanese ha concordato riforme economiche, sulla linea dei consigli dati dai donatori internazionali.

Dopo 9 mesi di stallo politico, il primo febbraio, Beirut ha formato un nuovo governo. La notizia è stata annunciata dal premier Saad Hariri, il quale ha spiegato che sono state necessarie “mosse audaci” per superare i problemi che stava affrontando la nazione. Hariri ha altresì rilasciato un comunicato in cui si è scusato con i cittadini per l’attesa e per le difficoltà economiche che sono derivate dalla situazione di blocco.

Avendo un’economia stagnante ed essendo altamente indebitato, il Paese mediorientale necessita di nuove riforme il prima possibile, ha specificato da Hariri, al fine di sbloccare gli aiuti stranieri e mettere le finanze pubbliche in condizioni migliori. I donatori stranieri hanno erogato 11 miliardi di dollari in investimenti nelle infrastrutture.

Il Paese mediorientale ha uno dei debiti pubblici più alti al mondo, che è circa il 150% del PIL. Beirut ha giurato di voler ridurre il deficit del 5% del PIL, entro 5 anni. Come spiega The New Arab, il Libano dovrà anche sganciarsi dalla politica regionale, che ha minacciato di farlo precipitare in ulteriori divisioni settarie. È il caso della situazione della vicina Siria, dove le milizie sciite libanesi di Hezbollah si sono impegnate nella guerra civile a sostegno del regime di Bashar al-Assad.

Recentemente, il Qatar ha accettato di acquistare 500 milioni di dollari di titoli di Stato libanesi, e sta cercando ulteriori aiuti da parte di Paesi “amici” da utilizzare nel servizio del debito. “Stiamo chiedendo agli Stati alleati di aiutarci a mitigare la crisi che abbiamo dovuto affrontare a causa del ritardo nella formazione del governo”, ha riferito Nadim Munla, consigliere anziano del primo ministro Saad Hariri.

Le elezioni si erano tenute il 6 maggio, scorso per la prima votazione generale dopo 9 anni. Erano 583 i candidati che sono entrati in competizione per guadagnarsi uno dei 128 seggi del Parlamento. Nel 2009, il Libano aveva dovuto affrontare diverse crisi interne aggravate da una serie di attacchi e dai flussi di rifugiati proveniente dalla vicina Siria, dove la guerra civile imperversa da 7 anni. Tra il 2014 e il 2016, il governo e l’opposizione non sono riusciti a trovare un accordo per l’elezione di un nuovo presidente, decidendo per 3 volte di ritardare le elezioni.
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Sofia Cecinini

di Redazione

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