Trump e Kim Jong-un si incontreranno in Vietnam il 27 e 28 febbraio

Pubblicato il 6 febbraio 2019 alle 11:32 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha annunciato che incontrerà il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, in Vietnam, il 27 e 28 febbraio. La notizia è stata riferita nel corso del discorso sullo Stato dell’Unione, tenutosi martedì 5 febbraio.

“Porteremo avanti gli sforzi per la pace della Penisola coreana, i nostri ostaggi sono tornati a casa, i test nucleari sono stati interrotti e non c’è stato alcun lancio missilistico negli ultimi 15 mesi. Se non fossi stato eletto presidente degli Stati Uniti, a mio avviso, adesso saremmo in guerra con la Corea del Nord”, ha dichiarato Trump nella parte finale del discorso, nella quale ha affrontato la questione della sicurezza nazionale e dell’impegno militare americano all’estero. Il leader della Casa Bianca ha aggiunto che, nonostante sia necessario ancora molto lavoro, i rapporti con Kim Jong-un sono buoni.

Il luogo esatto dell’incontro in Vietnam non è ancora stato deciso, ma è probabile che sarà Hanoi o Da Nang. Una fonte al corrente dei negoziati ha riferito che Pyongyang preferirebbe che il summit si tenesse ad Hanoi, dove è presente l’ambasciata nordcoreana. Gli Stati Uniti, invece, preferirebbero Da Nang, dove recentemente si è tenuto un incontro dell’APEC, per il quale sono stati già effettuati controlli di sicurezza.

Il rappresentante speciale per la Corea del Nord del Dipartimento di Stato, Steve Biegun, è atteso a Pyongyang mercoledì 6 febbraio, per concordare tutti i dettagli dell’incontro tra Trump e Kim. A tre settimane dal summit, i funzionari nordcoreani e americani dovranno velocizzare i lavori, soprattutto perché non c’è stato ancora alcun progresso in merito al processo di denuclearizzazione.

In seguito al summit del 12 giugno scorso a Singapore, Kim Jong-un aveva riferito a Trump che il suo Paese si impegnava a prendere le misure per completare la denuclearizzazione, tuttavia, come ha spiegato Biegun, è necessario stabilire “quali siano tali misure”. “Da parte nostra, siamo preparati a discutere molte questioni che potranno accrescere la fiducia reciproca, al fine di istituire una pace duratura”, ha continuato il rappresentante speciale. Kim Eui-keum, portavoce del presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha riferito ai giornalisti che Seul ha accolto positivamente la notizia del secondo summit tra Trump e Kim.

L’annuncio del leader della Casa Bianca è avvenuto a poche ore di distanza dalla diffusione di un report confidenziale dell’Onu, in cui viene riferito che la Corea del Nord starebbe muovendo le proprie armi nucleari e missili balistici per nasconderli da potenziali attacchi americani. In particolare, il documento spiega che i programmi nucleare e missilistico di Pyongyang sono rimasti intatti e dimostrano che il Paese asiatico non ha mutato il proprio comportamento.

Nonostante Trump, la scorsa settimana, avesse lodato e ringraziato la Corea del Nord per gli sforzi dimostrati nelle negoziazioni, alcuni ufficiali dell’intelligence hanno contraddetto le sue dichiarazioni, asserendo che Pyongyang non ha ancora rinunciato alla propria denuclearizzazione. La direttrice della CIA, Gina Haspel, ha riferito che la Corea del Nord è impegnata a sviluppare missili nucleari a lungo raggio, che costituirebbero una minaccia diretta nei confronti degli USA.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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