Corea del Sud-USA: nuovo accordo per spese militari congiunte

Pubblicato il 6 febbraio 2019 alle 8:00 in Corea del Sud USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno raggiunto un accordo di principio sulla condivisione del costo di stazionamento delle truppe statunitensi nel Paese asiatico, secondo quanto reso noto dal Dipartimento di Stato americano, lunedì 4 febbraio.

Un portavoce del Dipartimento ha dichiarato che i due Stati hanno raggiunto un nuovo accordo sulle misure speciali, e sebbene l’agreement non sia ancora concluso, le parti si sono impegnate a risolvere le questioni tecniche rimanenti il più rapidamente possibile.

La CNN ha citato un funzionario del Dipartimento di Stato secondo cui, in base all’accordo riveduto, la Corea del Sud aumenterebbe il suo contributo finanziario a quasi 1 miliardo di dollari. L’accordo del 2014, scaduto lo scorso anno, richiedeva a Seul una spesa di circa 960 miliardi di won (848 milioni di dollari) all’anno per mantenere le circa 28.500 truppe statunitensi nella Corea del Sud.

I due alleatinon sembravano in grado di raggiungere un accordononostante 10 round di negoziati da marzo 2018. L’esercito americano, a novembre, aveva avvertito gli impiegati sudcoreani che, se non fosse stato possibile raggiungere un accordo, sarebbero potuti essere lasciati in aspettativa, o addirittura andare in congedo, a partire da metà aprile 2019. Circa il 70% del contributo della Corea del Sud copre gli stipendi di 8.700 dipendenti che forniscono servizi amministrativi, tecnici e di altro tipo per i militari statunitensi. A dicembre, alti rappresentanti di entrambe le parti avevano tenuto colloqui per tre giorni a Seul, da martedì 11 a giovedì 13 dicembre, per negoziare i nuovi termini sostitutivi.

Gli Stati Uniti avevano inizialmente spinto la Corea del Sud ad aumentare la propria quota a circa 1,2 miliardi di dollari all’anno, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal ad inizio dicembre, citando fonti non identificate. I funzionari sudcoreani e le truppe statunitensi in Corea non hanno mai confermato pubblicamente la notizia. Il Ministero degli Esteri di Seul aveva tuttavia dichiarato che l’amministrazione Trump aveva richiesto che la Corea del Sud si impegnasse a pagare la mobilitazione di attrezzature, quindi bombardieri, portaerei e sottomarini a propulsione nucleare, durante le esercitazioni militari congiunte, senza però citare la cifra effettiva che questo impegno avrebbe comportato.

La notizia arriva insieme ad un’altra dichiarazione del Dipartimento di Stato, secondo cui l’inviato speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, Stephen Biegun, si recherà a Pyongyang mercoledì 6 febbraio. La visita è preparatoria al secondo summit tra il presidente americano, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un. Oltre al vicino incontro, il colloquio di Biegun con il funzionario nordcoreano, Kim Hyok Chol, secondo quanto riportato dalla dichiarazione del Dipartimento, “faranno progredire ulteriormente gli impegni presi dal presidente e da Kim a Singapore: completa denuclearizzazione, trasformazione delle relazioni USA-RPDC (Repubblica Popolare Democratica di Corea) e costruzione di una pace duratura sul Penisola coreana “.

Nell’ambito di un’intervista alla CBS di domenica 3 febbraio, Trump ha dichiarato che la data e la sede del suo prossimo secondo vertice con il leader nordcoreano sono state concordate e che probabilmente saranno annunciate prima o durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione martedì. Il Vietnam è considerato il luogo più probabile per il meeting, che dovrebbe svolgersi alla fine di questo mese, e seguirà il loro primo summit a Singaporedel 12 giugno 2018.

Trump ha annunciato la sospensione delle esercitazioni a giugno, dopo lo storico summit del 12 giugno a Singapore con il leader nordcoreano Kim Jong Un, adducendo come spiegazione gli alti costi supportati per lo più solo dagli Stati Uniti. Da allora, alcune esercitazioni congiunte sono state effettivamente svolte, ma solo su piccola scala, ed è stato deciso di ridimensionare quelle più impegnative, come l’operazione di addestramento Foal Eagle. La sospensione e il ridimensionamento delle operazioni militari nella penisola, secondo Reuters, rientrano nel quadro di una politica meno aggressiva e più conciliante rispetto alla Corea del Nord per accelerare i colloqui volti a porre fine al programma nucleare di Kim Jong-un.

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di Redazione

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