Catalogna: 21 punti per dialogare con Madrid

Pubblicato il 6 febbraio 2019 alle 9:20 in Europa Spagna

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Il presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, ha presentato all’incontro di Barcellona dello scorso 20 dicembre con il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, una lista con 21 punti da discutere in un negoziato globale tra la regione indipendentista e il governo centrale. Un dialogo che affronterebbe diverse questioni, da un dibattito sulla monarchia alle misure per rendere effettivo l’autogoverno catalano.

Il documento, che solleva anche la necessità di una mediazione internazionale, è stato presentato questo pomeriggio nuovamente al tavolo di dialogo aperto dal governo con diversi partiti politici catalani, tra cui Sinistra Repubblicana di Catalogna, Junts per Catalunya, il partito di Torra e dell’ex presidente Puigdemont, Catalunya en Comú, alleanza di sinistra radicale in cui confluisce la sezione catalana di Podemos e il Partito Socialista Catalano. Sánchez sta negoziando la legge di bilancio con i partiti catalani, una legge la cui mancata approvazione costringerebbe il capo del governo a convocare elezioni anticipate.

Il governo ha reso dunque pubblici i 21 punti presentati da Sánchez a Torra lo scorso 20 dicembre, quando i due si sono incontrati alla vigilia di un Consiglio dei Ministri tenutosi nel capoluogo catalano. 

Il documento è intitolato “Proposta del governo della Catalogna al vertice con il governo spagnolo: un patto di Stato per risolvere il conflitto tra Spagna e Catalogna” e sostiene che l’attuale situazione in Catalogna è politica e richiede “soluzioni politiche” .

Tra i punti che Torra chiede a Sánchez, la mediazione internazionale si distingue per una negoziazione tra governo e governo a parità di condizioni; “indagare sulla polizia e sugli abusi economici esercitati contro il popolo della Catalogna” e sulla “nullità dei processi franchisti”. Sono moltissimi in particolare, nella proposta di Torra, i riferimenti al franchismo.

Questi sono i punti della proposta: Non si può governare contro la Catalogna; riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del popolo della Catalogna, che deve essere reso effettivo; necessità di una mediazione internazionale per un negoziato equo; rispetto della sovranità delle istituzioni catalane e non minacciare più l’applicazione dell’articolo 155; impegno a indagare sulla polizia e sugli abusi economici subiti dalla Catalogna; superamento e abbandono del percorso giudiziario contro l’indipendentismo; impegno per l’etica in politica; garanzia di separazione dei poteri; fine della limitazione dei diritti fondamentali; migliorare la qualità democratica della Spagna; stop al deterioramento dell’immagine internazionale della Spagna; fine della complicità della polizia e dei giudici con l’estrema destra; garantire l’indipendenza giudiziaria; garanzie di rispetto per i diritti umani; ammissione del fatto che la cultura franchista sopravvive ed è incompatibile con la democrazia spagnola; ammissione del fatto che l’impunità degli atteggiamenti fascisti è direttamente correlata al punto precedente; impegno a isolare i gruppi neofascisti; denuncia dei privilegi derivati dal franchismo; inizio di un processo di defranchizzazione e un dibattito sulla monarchia; dichiarare la nullità dei processi franchisti come un passo della memoria storica; avvio di una politica efficace sulle fosse comuni del franchismo.

Martedì 5 febbraio Sánchez ha accettato di nominare un mediatore o coordinatore, come rivendicato dalle forze separatiste, per un tavolo negoziale fra i partiti parallelo al negoziato bilaterale tra il governo centrale e la Generalitat, e che avrà come obiettivo il dibattito sul futuro della Catalogna.

Il passo compiuto dall’esecutivo è stato qualificato immediatamente dal Partito Popolare come un “tradimento” per la Spagna e dai liberali unionisti di Ciudadanos come una “genuflessione” davanti ai separatisti perché essa implica “riconoscere sovranità all’altra parte mettendola in condizioni di parità con lo Stato”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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