Venezuela: Mosca condanna ingerenza UE, Gruppo di Lima invia aiuti umanitari

Pubblicato il 5 febbraio 2019 alle 11:12 in America Latina Venezuela

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La Russia condanna il riconoscimento di Guaidó come legittimo presidente del Venezuela da parte di numerosi paesi europei lunedì 4 febbraio. “L’aspirazione a legittimare il tentativo di usurpare il potere in Venezuela è una palese ingerenza negli affari interni di un Paese sovrano” – ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.

Secondo l’addetto stampa di Vladimir Putin, qualsiasi soluzione alla crisi politica interna può arrivare solo dagli stessi venezuelani. “Imporre decisioni o voler legittimare il tentativo di usurpare il potere, a nostro avviso, è un’ingerenza diretta e indiretta negli affari interni del Venezuela” – ha dichiarato Peskov ai giornalisti che lo hanno interrogato sul riconoscimento di Guaidó come presidente del Venezuela da parte di Portogallo, Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e altri paesi europei.

Peskov ha sottolineato che secondo il Cremlino questo approccio non favorisce la soluzione pacifica, efficace e sostenibile della crisi che vivono gli abitanti del Venezuela.

In precedenza Mosca si era mostrata scettica rispetto all’invio di soldati statunitensi in Venezuela. “Non penso che gli Stati Uniti intraprenderanno questa nuova avventura militare, altrimenti in Venezuela si potrebbe scatenare un potente movimento di guerriglia, cui potranno aggiungersi volontari di altri Paesi simpatizzanti per il presidente venezuelano Nicolás Maduro” – ha dichiarato alla stampa russa il vicepresidente della commissione esteri del Consiglio della Federazione (il senato russo), Vladimir Džabarov. Secondo il senatore russo le dichiarazione di Trump, che si è detto disposto a inviare l’esercito alla frontiera tra Colombia e Venezuela, è uno stratagemma per dividere le Forze Armate venezuelane, finora fedeli al presidente Maduro.

Frattanto il Canada ha annunciato che il Gruppo di Lima prevede di fornire 53 milioni di dollari in aiuti umanitari per sostenere la popolazione del Venezuela. Lo ha reso noto il primo ministro del paese, Justin Trudeau. “Oggi, il Canada annuncia lo stanziamento 53 milioni di dollari per rispondere alle necessità dei venezuelani, compresi i quasi 3 milioni di rifugiati” – ha detto Trudeau nel suo discorso di apertura della riunione urgente del Gruppo di Lima sulla crisi in Venezuela, iniziata a Ottawa il 4 febbraio. Alla riunione ha preso parte, come rappresentante del Venezuela di Guaidó, Julio Borges, ex presidente dell’Assemblea Nazionale di Caracas.

Il premier canadese ha intrattenuto anche una conversazione telefonica con Juan Guaidó. Justin Trudeau ha discusso con il leader oppositore venezuelano la necessità di svolgere “elezioni presidenziali pulite” nel Paese sudamericano, si afferma in un comunicato dell’ufficio stampa del capo del governo canadese.

“I due leader hanno discusso l’importanza del fatto che la comunità internazionale dichiari chiaramente illegittimo il regime di Maduro e la necessità di rispettare la Costituzione del Venezuela. Hanno inoltre sottolineato quanto sia importante organizzare elezioni presidenziali libere e trasparenti”.

Il Gruppo di Lima ha ribadito che l’obiettivo dei 12 paesi che hanno partecipato al vertice (Messico e Uruguay hanno deciso di non prendere parte alla riunione) è ottenere quanto prima la rinuncia di Maduro e l’organizzazione di elezioni libere e democratiche in Venezuela. Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Santa Lucia hanno ribadito la propria negativa all’uso della forza in Venezuela, prendendo così le distanze da Washington. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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