Tunisia: presidente estende stato di emergenza fino al 6 marzo

Pubblicato il 5 febbraio 2019 alle 14:21 in Africa Tunisia

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Il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, ha esteso lo stato di emergenza fino al prossimo 6 marzo, su tutto il territorio nazionale. La decisione è stata presa in seguito a colloqui con il primo ministro, Youssef Chahed, ed il presidente del Parlamento, Mohamed Ennaceur, in merito alla situazione di sicurezza in Tunisia.

Lo stato di emergenza è stato proclamato per la prima volta il 24 novembre 2015 in seguito a una serie di attacchi rivendicati dall’ISIS. Il 18 marzo dio quell’anno, due giovani tunisini armati di kalashnikov entrarono nel museo del Bardo, a Tunisi, dove uccisero 24 persone, di cui 20 turisti, 4 dei quali italiani. Successivamente, il 26 giugno, un militante armato dello Stato Islamico fece irruzione presso un resort di Port El Kantaoui, a 10 km da Susa, uccidendo 37 persone. Il 24 novembre 2015, invece, un autobus con a bordo le guardie presidenziali tunisine esplose, causando la morte di 12 ufficiali, sempre per mano dell’ISIS.

Da allora, lo stato di emergenza è stato prolungato diverse volte, di cui la penultima lo scorso 6 novembre scorso. Tale condizione conferisce alle forze di sicurezza poteri eccezionali, come quello di bandire le riunioni, gli scioperi e tutte le altre attività che potrebbero causare disordini. Tra le misure sono incluse alcune direttive che permettono alle forze di sicurezza di prendere il controllo della stampa.

Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, nel corso dell’anno passato, la minaccia terroristica è rimasta elevata in Tunisia, in quanto al-Qa’ida nel Magalreb islamico (AQIM), il gruppo di Uqba bin Nafi e l’ISIS hanno continuato a lanciare attacchi contro il personale di sicurezza tunisino. Le forze di sicurezza tunisine, tuttavia, hanno migliorato la loro capacità di prevenire le attività terroristiche.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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