Onu: Pyongyang mantiene e protegge impianti missilistici da possibile attacco

Pubblicato il 5 febbraio 2019 alle 16:20 in Asia Corea del Nord

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un report confidenziale dell’agenzia Onu dedita al monitoraggio delle sanzioni, reso noto martedì 5 febbraio, ha dichiarato che la Corea del Nord ha mantenuto i suoi programmi di missili nucleari e balistici. Il rapporto ha inoltre affermato che il Paese asiatico sta cercando modi per garantire che tali capacità non possano essere distrutte da alcun attacco militare.

Il documento, presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite venerdì 1 febbraio, è stato visionato dall’agenzia di stampa Reuters. Tale documentazione arriva in un momento critico per i rapporti internazionali di Pyongyang: a fine febbraio è programmato il secondo summit tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, seppure il luogo è ancora sconosciuto. Il loro primo incontro, avvenuto a Singapore il 12 giugno 2018, ha prodotto un accordo informale in cui i due capi di Stato si sono impegnati a denuclearizzare la penisola e a sospendere le sanzioni internazionali. Dal summit di Singapore, tuttavia, pochi progressi sono stati fatti. Una svolta decisiva è stato lo scambio di missive tra i due leader ad inizio di quest’anno, ed il discorso per il 2019 di Kim in cui si dichiarava pronto a confrontarsi e collaborare con l’amministrazione Trump. La riduzione della tensione ha portato ad una visita a Washington di una delegazione nordcoreana capitanata dall’ex presidente dei servizi segreti e capo missione per le negoziazioni con gli USA, Kim Yong Chol, e nello stesso giorno un incontro a Stoccolma.

Mentre Trump si è mostrato positivo degli “enormi progressi” nei suoi rapporti con la Corea del Nord, e altrettanto Kim Jong-un, il rapporto delle Nazioni Unite ha scoperto che Pyongyang “sta usando strutture civili, inclusi aeroporti, per l’assemblaggio di missili balistici e test con l’obiettivo di prevenire efficacemente attacchi militari  affinché possano colpire un numero minore dei complessi nucleari, di missili e dei siti di produzione identificati”. Il rapporto afferma che “sono state trovate prove di una tendenza da parte della Corea del Nord a disperdere i suoi luoghi di assemblaggio, stoccaggio e test”. La delegazione nordcoreana alle Nazioni Unite non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento sul rapporto.

Il leader di Pyongyang, nel discorso di Capodanno, oltre a rinnovare il suo impegno nella denuclearizzazione, aveva avvertito la comunità internazionale che, se gli Stati Uniti avessero mantenuto il regime di sanzioni, avrebbe trovato un corso d’azione alternativo. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha inasprito le sanzioni contro la Corea del Nord dal 2006 nel tentativo di soffocare i finanziamenti per i programmi nucleari del Paese, vietando le esportazioni tra cui carbone, ferro, piombo, tessuti e frutti di mare, oltre a limitare le importazioni di petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati . Secondo il report dell’agenzia di monitoraggio, “il Paese continua a sfidare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza attraverso un massiccio aumento dei trasferimenti illegali nave-nave di prodotti petroliferi e carbone”, rendendo inefficaci le sanzioni delle Nazioni Unite.

Il documento ha affermato di avere le prove di un trasferimento di prodotti petroliferi, vietati dalle sanzioni, senza precedenti: il volume è di oltre 57.500 barili, di un valore superiore a 5,7 milioni di dollari. Secondo l’agenzia, il caso ha evidenziato “nuove tecniche di evasione dalle sanzioni, tali da aver sconfitto gli sforzi di diligenza del principale trader delle materie prime della regione”. Il rapporto punta il dito contro le banche statunitensi e singaporiane, che hanno facilitato i pagamenti del carburante, e contro un assicuratore britannico che ha fornito protezione e copertura di indennizzo a una delle navi coinvolte “.

La documentazione ha inoltre accusato la Corea del Nord di aver violato un embargo sulle armi e di aver tentato di “vendere una vasta gamma di equipaggiamenti militari a gruppi armati e governi in Medio Oriente e in Africa”, così come armi leggere e di piccolo calibro alla Libia, al Sudan e ai ribelli Houthi nello Yemen. In più, l’agenzia Onu ha notato la tendenza della Repubblica Popolare Democratica di Corea di evasione dalle sanzioni in ambito finanziario. Secondo il report, Pyongyang ha spesso utilizzato attacchi informatici per forzare illegalmente il trasferimento di fondi da istituti finanziari e scambi di criptovalute. La Corea del Nord è soggetta al divieto di beni di lusso, tuttavia gli osservatori del Paese stanno indagando sull’apparizione pubblica di un veicolo Rolls-Royce Phantom, il cui prezzo è fissato per centinaia di migliaia di dollari,  nella capitale il 7 ottobre scorso. La Russia e la Cina, dopo il summit a Singapore, hanno suggerito al Consiglio di Sicurezza di prendere in considerazione di allentare le sanzioni. Gli USA e altri membri del Consiglio hanno tuttavian dichiarato la rigida applicazione delle sanzioni dovrà sussistere finquando Pyongyang non prenderà le misure adeguate.

Gordon Chang, un analista regionale e esperto nel campo del nucleare nordcoreano, ha commentato la situazione asserendo che gli Stati Uniti devono impegnarsi di più per far rispettare le sanzioni. Chang, durante un’intervista per AlJaazera English, ha dichiarato che il nodo effettivo della questione non è la violazione da parte dei nordcoreani, ma la poca effettività da parte degli USA nell’applicare le sanzioni. Secondo lo studioso, l’amministrazione Trump è da maggio 2018 che ha sostanzialmente permesso al Paese asiatico, ma anche a Cina, Corea del Sud e Russia, di violare le sanzioni. L’analisi di Chang fa sì che Kim Jong-un possa sentirsi libero di non rinunciare ai missili e agli ordigni nucleari. Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.