CNN denuncia: Arabia Saudita fornisce armi americane ad al-Qaeda in Yemen

Pubblicato il 5 febbraio 2019 alle 11:28 in Arabia Saudita USA e Canada Yemen

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L’Arabia Saudita, insieme ai partner della coalizione che bombarda i ribelli sciiti Houthi in Yemen, ha trasferito armi americane a combattenti legati ad al-Qaeda e ad altre milizie jihadiste presenti nel Paese mediorientale, violando gli accordi con gli Stati Uniti. È quanto emerge da un’indagine effettuata dall’emittente statunitense CNN, la quale specifica che tali armi sono finite anche nelle mani dei ribelli Houthi, appoggiati dall’Iran, fornendo a Teheran tecnologie militari che potranno essere utilizzate a svantaggio dei soldati americani nelle zone di guerra.

L’indagine riferisce che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che costituiscono il partner principale in seno alla coalizione, hanno utilizzato armi di manifattura statunitense come forma di valuta per comprare la lealtà di alcune milizie o tribù, rafforzare gli attori armati scelti e influenzare il quadro politico locale. Facendo ciò, Riad e la sua coalizione hanno violato i termini degli accordi militari con gli Stati Uniti, non rispettando i termini della vendita di armi, secondo quanto stabilito dal Dipartimento della Difesa americano.

Tali scoperte, spiega la CNN, stanno sollevando interrogativi in merito alla possibilità che gli USA abbiano perso il controllo su un alleato chiave, quale l’Arabia Saudita, nell’ambito della guerra in Yemen, che ha generato una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, come denunciato dall’Onu e da altre organizzazioni. Inoltre, sarà da chiarire se Riad continuerà a poter comprare hardware militari sofisticati di manifattura statunitense.

La guerra civile in Yemen, scoppiata il 22 marzo 2015, contrappone i ribelli sciiti Houthi da una parte, e le forze governative del presidente Rabbo Mansour Hadi dall’altra. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

L’Arabia Saudita ritiene che l’Iran fornisca armi e missili balistici ai ribelli sciiti, con i quali questi cercano di colpire il suo territorio nazionale. Teheran, tuttavia, ha sempre respinto le accuse, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti sarebbero giunti in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen e che gli Houthi avrebbero sviluppato da soli le capacità per produrre armi difensive, tra le quali i missili. Sia la coalizione araba, sia Teheran, mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Secondo quanto riportato dall’indagine, alcuni gruppi terroristici hanno guadagnato dall’influsso di armi americane inviate alla coalizione saudita, grazie anche all’alleggerimento dei limiti e delle leggi sull’entrata di armi avanzate in Arabia Saudita. I leader miliziani, inoltre, hanno avuto ampie opportunità di ottenere equipaggiamento militare in cambio di militanti che combattessero contro gli Houthi.

Nelle conclusioni dell’indagine, l’emittente americana riferisce che il flusso di armi americane nei Paesi Mediorientali in questione sta fomentando il conflitto in Yemen, causando la morte di decine di migliaia di civili, tra cui bambini, e peggiorando la crisi umanitaria in corso. Ad oggi, sono più di 14 milioni i civili in Yemen che stanno rischiando di morire di fame, mentre oltre tre quarti della popolazione necessitano di aiuti umanitari. Le organizzazioni umanitarie hanno stimato che 85.000 bambini al di sotto dei 5 sono morti per la carestia dall’inizio del conflitto.

Essendo il principale fornitore di armi dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, gli Stati Uniti svolgono un ruolo fondamentale nel fornire supporto alla coalizione saudita. In seno al Congresso, diversi legislatori stanno cercando di adottare una risoluzione per porre fine all’appoggio a Riad, anche se l’amministrazione Trump sembra ancora decisa a continuare il sostegno.

Al momento, non è stato rilasciato alcun commento dalle autorità di Washington e da quelle saudite in merito al sondaggio della CNN.

Dalla sua nascita, nel gennaio 2009, Al-Qaeda nella penisola araba (AQAP) ha sviluppato un’organizzazione letale a livello internazionale, mantenendo la propria base in Yemen. La scarsa sicurezza locale offre all’organizzazione terroristica un ambiente particolarmente propizio per operare all’interno del Paese e per pianificare operazioni all’estero.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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