Israele inizia fase finale della costruzione di una nuova barriera a Gaza

Pubblicato il 4 febbraio 2019 alle 7:29 in Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero della Difesa israeliano ha iniziato la fase finale della costruzione di una nuova barriera, alta 20 piedi e lunga 40 miglia, che circonderà completamente la Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dal premier Benjamin Netanyahu, tale barriera sarà utile a “prevenire l’infiltrazione di terroristi” in territorio israeliano.

La recinzione sarà collegata ad un’altra barriera, costruita recentemente, nella porzione di Mediterraneo di fronte a Nord di Gaza. La conclusione del progetto, riferisce il quotidiano israeliano The Times of Israel, è prevista per la fine del 2019. Il costo totale del progetto si aggira intorno agli 833 milioni di dollari, con ogni chilometro che ammonta a circa 11.5 milioni di dollari, e peserà 20.000 tonnellate. La sua costruzione è affidata congiuntamente alle Forze di Difesa Israeliane e al Ministero della Difesa e Direzione della barriera di sicurezza, gestita da Ofir, che ha supervisionato la costruzione di recinzioni lungo i confini di Israele con Egitto, Giordania, Siria e Libano.

Israele ha costruito il primo muro di separazione con i territori occupati in Cisgiordania due anni dopo lo scoppio della seconda Intifada, nel 2000. Ad avviso di alcuni esperti, Netanyahu non vuole assistere ad un nuovo scoppio di ostilità nei pressi della striscia di Gaza con i militanti di Hamas, che amministrano tale territorio, soprattutto in vista delle prossime elezioni, previste per il 9 aprile 2019. Tuttavia, il leader israeliano ha assicurato che le prossime votazioni non avranno alcun effetto sulle decisioni inerenti alla sicurezza del Paese.

Per quasi un anno i palestinesi si sono riuniti almeno settimanalmente lungo il confine di Gaza per protestare contro Israele, affermando di voler tornare nei villaggi e nelle città da cui le loro famiglie sono state mandate via in alla fondazione di Israele, nel 1948. I manifestanti hanno anche chiesto la fine del blocco israeliano di Gaza, in corso ormai da 12 anni. Almeno 246 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano a Gaza dal 30 marzo 2018 a oggi, la maggior parte dei quali durante le proteste, ma anche nell’ambito di incendi e attacchi aerei.

Nello stesso periodo sono stati uccisi 2 soldati israeliani, riporta al-Jazeera English. Israele sostiene che le sue azioni sono necessarie per fermare le incursioni di massa nel suo territorio, e accusa Hamas, contro il quale ha ingaggiato tre guerre dal 2008, di cercare di usare le proteste come copertura per seminare violenza. Hamas, da parte sua, ha respinto queste affermazioni e ha riferito le manifestazioni settimanali vengono gestite da organizzazioni per i diritti civili.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.