Egitto: colloqui con le principali fazioni palestinesi al Cairo

Pubblicato il 4 febbraio 2019 alle 6:36 in Egitto Palestina

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Le autorità egiziane intratterranno colloqui con le due principali fazioni palestinesi per cercare di rilanciare un’unità al fine di riavviare il processo di pace con Israele.

La delegazione di Hamas, secondo quanto riportato da al-Jazeera English, sarà guidata da Ismail Haniya, il capo politico dell’organizzazione, che è giunto al Cairo domenica 3 febbraio. Tale delegazione, inoltre, include alcuni rappresentanti dell’ufficio politico dell’Islamic Jihad, un altro gruppo palestinese. Hamas ha accettato di partecipare all’incontro su invito dell’Egitto, che sta cercando di sponsorizzare una tregua tra le diverse anime del movimento palestinese.

Negli ultimi anni, l’Egitto ha assunto un ruolo sempre più importante nel conflitto israelo-palestinese. In particolare, dopo il blocco israeliano sull’energia elettrica a Gaza, imposto dalla primavera del 2017 fino al gennaio 2018, si è verificato un riavvicinamento tra Hamas e il Cairo. Tale fatto ha rappresentato una novità, poiché Hamas è legato alla Fratellanza Musulmana, che il presidente siriano, Abdel Fattah al-Sisi, combatte strenuamente.

Il principale rivale di Hamas, che governa la Striscia di Gaza, è al-Fatah, che guida l’Autorità Nazionale Palestinese (PA), il cui centro amministrativo è a Ramallah, in Cisgiordania. I diversi tentativi per riappacificare le due fazioni sono sempre falliti a causa di una serie di questioni su cui Hamas e al-Fatah presentano posizioni differenti.

Nel dicembre 2018, Abbas aveva tentato di dissolvere il Parlamento palestinese, controllato da Hamas, che non ha più incontrato dal 2007, anno in cui i militanti della fazione opposta hanno conquistato la Striscia di Gaza. Nonostante il Parlamento, ormai, sia praticamente inattivo, la legge palestinese permette al suo portavoce di agire in qualità di presidente ad interim nel caso in cui Abbas dovesse morire mentre è ancora presidente. Il tentativo di Abbas di dissolvere il Parlamento, inoltre, è avvenuto dopo che la Corte Costituzionale palestinese di Ramallah ha emesso l’ordine di sciogliere la camera e organizzare elezioni entro 6 mesi.

Un altro obiettivo dell’Egitto è quello di prevenire ulteriori confronti violenti tra Hamas e Israele, date le tensioni continue lungo la Striscia di Gaza. Un ufficiale palestinese in condizioni di anonimato ha spiegato che il Cairo vuole evitare una nuova guerra in tale area per migliorare le condizioni dei suoi residenti.

A fine gennaio, Hamas ha annunciato che l’attraversamento di Rafah, che collega la striscia di Gaza all’Egitto, sarebbe stato brevemente aperto in entrambe le direzioni per la prima volta in tre settimane. Il 6 gennaio, l’Autorità Palestinese aveva ritirato il proprio staff dal passaggio di Rafah, accusando Hamas di aver “arrestato e abusato” dei suoi dipendenti, interferendo altresì nel loro lavoro. Da allora, il Cairo aveva bloccato il passaggio, mantenendolo chiuso per non permettere il passaggio di palestinesi.

La PA ha preso il controllo di Rafah nel novembre 2017, nell’ambito della riconciliazione con l’Egitto. Allora, Hamas affermò che la mossa dell’Autorità palestinese era stata volta a inasprire il blocco su Gaza, imposto sia dall’Egitto sia da Israele. Rafah era stato aperto il 25 novembre 2005, sotto la supervisione della missione UE di assistenza alle frontiere (EU BAM Rafah). Nel giugno 2007 l’attraversamento era stato chiuso dalle autorità egiziane, dopo che Hamas aveva assunto il controllo della Striscia di Gaza.

Nel corso degli anni, il confine è rimasto perlopiù sbarrato, venendo aperto solo per alcuni giorni ogni due o tre mesi. Le lunghe chiusure del valico hanno ulteriormente limitato l’accesso dei palestinesi all’assistenza sanitaria e ai beni di prima necessità. Il valico di Rafah costituisce l’uscita principale per la maggior parte delle 2 milioni di persone che vivono a Gaza. Un altro attraversamento a Gaza è quello di Erez, che è gestito da Israele, il quale impone limiti molto rigidi in merito al numero di persone che possono oltrepassarlo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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