Venezuela: diserzioni militari, Maduro propone nuove parlamentari

Pubblicato il 3 febbraio 2019 alle 11:14 in America Latina Venezuela

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Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, pur mostrandosi ancora fiducioso nelle forze armate nonostante le recenti defezioni, incoraggiate da Washington, ha infine dichiarato di essere favorevole a indire nuove elezioni parlamentari. L’Iran ha accusato gli USA per la loro posizione interventista in Venezuela.

“Facciamo le elezioni”, ha infine annunciato Maduro, durante un discorso pronunciato, sabato 2 febbraio, davanti a decine di migliaia di sostenitori, dichiarando di accettare la proposta avanzata dall’Assemblea Nazionale e mirata a indire nuove elezioni. A ogni modo, il processo elettorale, secondo l’organo parlamentare controllato da una maggioranza di forze di opposizione politica, non sfocerebbe nelle votazioni prima del 2020. Nello stesso discorso, Maduro ha denunciato la politica interventista degli Stati Uniti e dell’amministrazione del presidente Donald Trump in questi termini: “Si sta innescando un processo di presa di coscienza globale nei confronti delle minacce quotidiane fatte dai guerrafondai della Casa Bianca”.

Sabato, tanto Maduro quanto Juan Guaidó hanno tenuto comizi nella capitale venezuelana, Caracas, cercando di rinsaldare la loro presa sulle folle di sostenitori.

Precedentemente nella giornata di sabato, in un video diffuso su Twitter, il generale Francisco Yanez, dell’alto commando delle Forze Aeree venezuelane, aveva affermato che il 90% delle forze armate nazionali hanno già rigettato l’autorità di Maduro e “non stanno con il dittatore, ma dalla parte del popolo del Venezuela”, e aveva dunque spronato il popolo e le restanti unità militari a unirsi a loro e accettare come nuovo presidente ad interim Juan Guaidó, affermando che “la transizione verso la democrazia è già imminente”. Sulla diserzione si sono prontamente pronunciati gli Stati Uniti; un alto funzionario della Casa Bianca, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, John Bolton, si è rivolto all’esercito venezuelano esortandolo a seguire l’esempio del generale che si era schierato dalla parte di  Guaidó contro Maduro, scrivendo su Twitter: “Gli Stati Uniti fanno appello a tutti i membri dell’esercito affinché seguano la mossa del Generale Yanez e proteggano i manifestanti pacifici che sostengono la democrazia”. Più tardi nella giornata, anche un altro ufficiale militare in servizio, il Tenente Colonnello Andres Eloy Volcan, ha dichiarato di sostenere il leader dell’opposizione, Guaidó, sollecitando i colleghi nelle forze armate a emularlo per “ripristinare la democrazia”. A ogni modo, Maduro non si è voluto mostrare preoccupato rispetto agli accadimenti, e ha sottolineato che “le forze armate bolivariane sono più leali che mai” sotto il suo potere, ribadendo di essere il legittimo presidente del Venezuela e confermando la sua volontà di continuare a governare.

In questo contesto, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha accusato Washington di cercare “l’egemonia mondiale” e ha denunciato il tentativo statunitense atto a rovesciare  il presidente Maduro, alleato di Teheran, affermando: “Gli americani sono essenzialmente contro tutte le rivoluzioni popolari e i Paesi indipendenti, e mirano all’egemonia mondiale attraverso la loro soppressione”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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