Francia: 12° sabato di gilet gialli a Parigi

Pubblicato il 3 febbraio 2019 alle 13:05 in Europa Francia

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Numerose migliaia di gilet gialli hanno manifestato marciando per Parigi e altre città francesi nel dodicesimo sabato consecutivo di proteste contro le azioni intraprese dal governo del presidente Emmanuel Macron, nonostante un parziale risollevamento della sua popolarità dopo l’apertura al dialogo con i cittadini.

Come nelle settimane precedenti, i manifestanti, indossando i noti gilet gialli catarifrangenti che hanno assunto valore simbolico della protesta, sabato 2 febbraio, hanno marciato per la capitale con in mano il tricolore e slogan contro Macron, accusato di essere sordo alle richieste dei cittadini. Alcuni di loro, rimasti feriti nelle manifestazioni dei sabati precedenti, sono stati messi in prima linea, a capo del corteo; tra loro, c’era chi esibiva bende sugli occhi con il simbolo di un bersaglio disegnato sopra. In base ai dati divulgati dal Ministero dell’Interno, nella giornata sono stati mobilitati circa 80mila ufficiali delle forze di sicurezza, di cui 5mila solo a Parigi.

Venerdì 1 febbraio, il governo francese aveva avvertito di aver ricevuto l’autorizzazione dal tribunale amministrativo supremo e che la polizia non avrebbe esitato, in caso di necessità, a usare le Flash Ball, armi di difesa, per sedare proteste violente. A Parigi, nell’ultimo sabato i gilet gialli hanno altresì reso omaggio ai feriti dei mesi precedenti, denunciando l’uso delle Flash Ball e di simili armi da fuoco usate dalla polizia antisommossa, le quali sono vietate in molti Paesi europei. Secondo le stime della polizia, i gilet gialli che hanno aderito alla protesta più recente erano tra i 10mila e 13.800. Anche in questo caso, la polizia ha usato lacrimogeni per disperdere le folle, che erano intente ad appiccare fuoco a bidoni e motorini, nonostante la situazione fosse, nel complesso, più calma dei weekend precedenti. Manifestazioni si sono verificate anche nelle strade di Tours, Valence, Marsiglia e Bordeaux. Dall’inizio delle proteste a oggi, circa mille poliziotti sono rimasti feriti, insieme a 1.700 gilet gialli.

I sondaggi d’opinione più recenti hanno mostrato una parziale ripresa della popolarità del presidente Macron, coincidente con la sua apertura a consulti e a un dialogo con la parte moderata dei gilet gialli. Su un campione di mille persone intervistate da Harris Interactive, nella giornata di venerdì 1 febbraio, risulta che Macron abbia guadagnato 4 punti percentuale dal mese di dicembre, risalendo a un tasso di approvazione generale del 35%.

Le proteste sono iniziate il 17 novembre e hanno poi assunto una dimensione nazionale, diffondendosi dalla capitale in tutta la Francia; il movimento dei “gilet gialli” gode dell’appoggio della maggioranza dei cittadini. I manifestanti contestano in particolare la politica finanziaria adottata da Macron e il suo nuovo regime fiscale, soprattutto le tasse introdotte nel 2017 su diesel e petrolio al fine di incoraggiare l’energia “pulita” e sostenibile a livello ambientale. Sabato 24 novembre, numerose centinaia di manifestanti si erano riuniti sugli Champs-Elysées, dove la polizia li aveva fermati prima che raggiungessero l’Eliseo, il palazzo presidenziale. Alcuni di loro cantavano l’inno nazionale, altri sfoggiavano cartelloni con gli slogan “Macron dimettiti” e “Macron ladro”. I manifestanti avevano bloccato le autostrade di varie città, dando fuoco a barricate e sbarrando la via con convogli di camion. Le proteste minano l’autorità di Macron, il quale è impegnato contro il cambiamento climatico e sostiene l’energia verde ecosostenibile. Da quando Macron ha assunto la carica di presidente della Francia, le sue iniziative sono state spesso osteggiate sia dai sindacati sia dai cittadini, che hanno già manifestato in numerose occasioni anche contro le riforme sul lavoro e sulla compagnia ferroviaria nazionale. Gli investitori internazionali, d’altro canto, hanno ampliamento lodato la sua amministrazione, che ha incoraggiato gli affari e il mondo dell’imprenditoria. Gli oppositori politici, quanto a loro, hanno tacciato Macron di essere “il presidente dei ricchi” a causa della sua politica fiscale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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