Iran: attacco a Guardiani della Rivoluzione, 1 morto

Pubblicato il 2 febbraio 2019 alle 11:14 in Iran Medio Oriente

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Un membro dei Guardiani della Rivoluzione iraniani è stato ucciso, e altri 5 feriti, durante un attacco di un gruppo militante sunnita contro una base situata nell’Iran sud-orientale, sabato 2 febbraio, mentre nel Paese si festeggiava il 40imo anniversario dalla Rivoluzione Islamica.

A riferirlo all’agenzia di stampa IRNA è stato Mohammad Hadi Marashi, vicegovernatore provinciale deputato alla sicurezza, il quale ha spiegato che la base paramilitare Basij, situata a Nik Shahr, è stata presa d’assalto durante la mattina, e che molti membri delle Guardie della Rivoluzione iraniane sono stati colpiti. Tra loro, uno è rimasto ucciso e 5 seriamente feriti, ha spiegato Marashi, aggiungendo che gli eventi celebrativi dell’anniversario nazionale si sono svolti altrimenti in maniera pacifica. Secondo l’agenzia di stampa locale semiufficiale Tasnim, a rivendicare l’attacco sarebbe stato Jaish al-Adl, un gruppo militante sunnita.

L’attacco ha colpito una base del Basij, una forza paramilitare d’appendice affiliata alle Guardie della Rivoluzione iraniane, nella città di Nik Shahr, nella provincia di Sistan-Baluchestan, nella quale si è a lungo registrato uno stato di sicurezza precaria dettato tanto da bande di trafficanti di droga quanto dall’azione violenta di miliziani musulmani sunniti.

Qualche giorno prima, martedì 29 gennaio, Jaish al-Adl (letteralmente: l’“Esercito della Giustizia”) aveva rivendicato due attacchi con detonazione di ordigni esplosivi che avevano ferito 3 ufficiali di polizia davanti a una stazione delle forze dell’ordine nella città di Zahedan, capitale della medesima provincia, Sistan-Baluchestan.

Nella giornata di venerdì 1 febbraio, l’Iran ha ufficialmente iniziato i festeggiamenti, della durata prevista di dieci giorni, per celebrare l’anniversario che segna i 40 anni dalla Rivoluzione Islamica che nel febbraio del 1979 provocò la destituzione di Shah Mohammad Reza Pahlavi, un sovrano laico alleato ai Paesi occidentali.

Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica è un organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Il gruppo è nato come milizia influenzata dalla fede ideologica verso la Guida suprema dell’Iran, detto anche guida spirituale, a cui i Guardiani hanno giurato assoluta fedeltà. Negli anni, l’organo dapprima solo militare ha via via ampliato il suo potere all’interno dello Stato, e allo stato attuale si occupa principalmente della sicurezza nazionale, essendo responsabile di sicurezza interna, controllo delle frontiere, attività di polizia e delle operazioni missilistiche. A oggi l’organo dispone di circa 120.000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali, e controlla anche alcune milizie volontarie chiamate basiji, in cui si arruolano i più giovani.
I Guardiani della Rivoluzione sono stati criticati in seguito alle accuse dell’organizzazione umanitaria Human Rights Watch. Secondo tale organizzazione, il corpo delle guardie della rivoluzione islamica iraniano ha reclutato bambini afghani dell’età di 14 anni, emigrati dal proprio Paese natale in Iran, con l’intento di farli combattere in Siria, a sostegno delle milizie delle forze del regime di Bashar Al-Assad, nella guerra civile iniziata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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