UNHCR: nel 2018 aumentato il tasso di mortalità in mare

Pubblicato il 31 gennaio 2019 alle 6:01 in Europa Immigrazione

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Nel 2018, ogni giorno è morta una media di 6 migranti nel Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere l’Europa. E’ quanto emerge dall’ultimo report rilasciato dalla UN Refugee Agency (UNHCR), Desperate Journeys, il quale sottolinea questo tasso di mortalità allarmante.

Nel corso dell’anno passato, l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che sono morti 2.275 migranti nel Mediterraneo, nonostante la diminuzione degli sbarchi sulle coste europee rispetto al 2017, pari a 139.300 stranieri, la cifra più bassa degli ultimi cinque anni.

L’Alto Commissario dell’Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha riferito che “salvare vite non nè una scelta nè una questione politica, ma un obbligo”. A suo avviso, per porre fine alle tragedie nel Mediterraneo, occorre adottare un approccio di lungo termine basato sulla cooperazione regionale, che metta al primo posto la vita e la dignità umana.

Il report descrive il modo in cui il cambio delle politiche di alcuni Paesi europei ha inciso sull’aumento degli incidenti in mare, dove numerose imbarcazioni sono state costrette ad attendere per giorni l’autorizzazione di un governo a sbarcare. Lungo la rotta del Mediterraneo centrale, secondo le stime del documento, ogni 14 migranti che sono giunti in Europa un altro è morto.

A tale situazione, specifica la UNHCR, va aggiunto che migliaia di persone soccorse dalla Guardia Costiera di Tripoli sono state riportate nei centri di detenzione in Libia. Alla luce di tutto ciò, l’agenzia dell’Onu esorta i governi europei a smantellare definitivamente i traffici di esseri umani e di processare gli individui coinvolti in tali attività.

Il rapporto mette in evidenza anche come sono cambiate le rotte migratorie. Per la prima volta negli ultimi anni, nel corso dell’estate passata, la Spagna è divenuta il primo porto di arrivo d’Europa, superando l’Italia, che è finita progressivamente al terzo posto, dopo la Grecia. In Spagna, 6.800 persone sono arrivate via terra, attraversando le enclave in Marocco di Ceuta e Melilla, mentre altre 58.600 hanno raggiunto il territorio spagnolo via mare. Ne è conseguito che il bilancio delle vittime nel Mediterraneo occidentale è quadruplicato da 202 nel 2017 a 777 nel 2018.

Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha riferito all’emittente americana CNN di voler collaborare maggiormente con il Marocco, che è una delle principali coste da cui partono le imbarcazioni di migranti dirette in Spagna.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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