Sanzioni USA contro il petrolio venezuelano

Pubblicato il 30 gennaio 2019 alle 6:07 in USA e Canada Venezuela

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Gli Stati Uniti hanno sferrato un duro colpo al regime di Nicolás Maduro varando un pacchetto di sanzioni contro la compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela (PDVSA). Le misure, che colpiscono la principale impresa del paese, che ormai da mesi regge da sola l’intera economia venezuelana, prevedono il congelamento dei fondi della compagnia negli Stati Uniti, circa 7 miliardi di dollari. Le sanzioni, inoltre, significheranno perdite nelle esportazioni per 11 milardi di dollari l’anno prossimo, secondo le stime dell’amministrazione Trump, dato che Washington è il primo acquirente di petrolio greggio venezuelano. L’annuncio è arrivato pochi minuti dopo che il leader dell’opposizione Juan Guaidó, che il 23 gennaio scorso ha giurato come presidente ad interim e che è stato immediatamente riconosciuto da Trump, ha avviato il rinnovo dei consigli di amministrazione della compagnia petrolifera.

Dopo aver avuto notizia delle sanzioni, annunciate in una conferenza stampa alla Casa Bianca dal Segretario al Tesoro Steven Mnuchin, Maduro ha annunciato che ricorrerà a misure legali, anche nei tribunali statunitensi, per contestare la misura, senza specificare per il momento a quali istanze intende ricorrere. Il leader chavista ha definito le sanzioni “illegali, unilaterali, immorali, criminali” e ha accusato Bolton, che era a fianco di Mnuchin durante la conferenza stampa, di “fomentare un colpo di stato”. “Intende derubarci della società Citgo [ la filiale della compagnia petrolifera negli Stati Uniti n.d.a.], ho dato ordine al presidente della PDVSA di ricorrere in tribunale” – ha dichiarato Maduro intervenendo alla televisione pubblica.

Le sanzioni al petrolio suppongono un altro test per il sostegno della cupola delle Forze Armate a Nicolás Maduro, dal momento che i militari controllano la produzione petrolifera e occupano i posti dirigenziali della PDVSA.

Washington ha rilasciato comunque licenze temporanee a diverse imprese statunitensi, caraibiche ed europee per continuare ad acquistare greggio dalla PDVSA mentre si cercano fornitori alternativi. “Le sanzioni contro la PDVSA – ha affermato Mnuchin – servono a preservare quei beni per il popolo venezuelano, evitando che vengano sperperati da Maduro”. Il Segretario al Tesoro USA ha fatto riferimento anche ai 2 miliardi di dollari di fondi della PDVSA stornati dalla dirigenza e oggetto di indagine da parte delle autorità giudiziarie di Andorra. 

Frattanto Juan Guaidó ha annunciato che prenderà possesso dei beni venezuelani all’estero. Il primo passo è stato chiedere ufficialmente alla premier britannica Theresa May e al governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, di bloccare le 31 tonnellate d’oro venezuelano, dal valore di 1,3 miliardi di dollari, conservate a Londra, per impedire “all’usurpatore di sperperarle prima della sua fuga”. “Se il denaro fosse inviato a Caracas – ha scritto Guaidó a May e Carney – verrebbe speso dall’illegittimo e cleptocratico regime di Nicolás Maduro per reprimere e massacrare il popolo venezuelano”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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