Rouhani: economia dell’Iran in ginocchio a causa degli Stati Uniti

Pubblicato il 30 gennaio 2019 alle 13:18 in Iran USA e Canada

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha dichiarato che l’Iran sta affrontando la situazione economica più difficile degli ultimi 40 anni, per colpa degli Stati Uniti.

“Oggi il nostro Paese sta subendo una pressione economica senza precedenti, e questi problemi sono dovuti agli USA e ai suoi alleati, non alla condotta del governo iraniano”, ha affermato Rouhani. Tali dichiarazioni sono state rilasciare nell’ambito di una cerimonia per il fondatore della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini. Negli ultimi mesi, la moneta iraniana ha perso valore, mettendo in difficoltà molti cittadini.

In seguito al ritiro americano dal patto sul nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), avvenuto l’8 maggio scorso, Washington ha imposto nuovamente sanzioni economiche nei confronti dell’Iran. Fin dalla propria campagna elettorale, il presidente Donald Trump aveva sempre dichiarato di voler fuoriuscire dall’accordo, definito “il peggiore” mai concluso dagli USA.

Il 5 novembre, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che gli Stati Uniti hanno imposto il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che colpirà oltre 700 individui, entità, aerei e navi di Teheran. L’obiettivo delle misure restrittive, ha spiegato il comunicato del Tesoro, è quello di impedire che Teheran continui a finanziare le proprie attività maligne ed esercitare una forte pressione finanziaria sul regime iraniano, affinché questo negozi un nuovo accordo che neghi qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico.

Successivamente, il 20 novembre, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro 6 individui e 3 società appartenenti a una rete russo-iraniana che fornisce milioni di barili di petrolio alla Siria come parte di un tentativo di rafforzare il regime di Damasco. In cambio, il presidente siriano, Bashar al-Assad, finanzia le forze Quds del Corpo iraniano delle guardie della rivoluzione islamica che drenano poi a loro volta le risorse verso Hamas ed Hezbollah.

Già il 5 novembre, Hassan Rouhani aveva giurato che l’Iran avrebbe resistito alle misure restrittive. Il 20 novembre, il ministro della Difesa iraniano ha poi dichiarato che il Paese avrebbe superato tranquillamente anche le ultime sanzioni statunitensi.

Il JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Secondo quanto affermato dal presidente Trump, si è trattato del peggior patto mai stipulato dagli Stati Uniti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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