La Russia nei colloqui sul nucleare Corea del Nord-USA

Pubblicato il 30 gennaio 2019 alle 13:00 in Corea del Nord Russia USA e Canada

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I funzionari russi hanno presentato una proposta segreta alla Corea del Nord lo scorso autunno, volta a risolvere i negoziati con gli Stati Uniti sulla questione del nucleare. La notizia è trapelata da alcuni funzionari americani, in familiarità con le discussioni, mercoledì 30 gennaio.

Secondo le fonti, Mosca, in cambio dello smantellamento delle armi nucleari e dei missili balistici di Pyongyang, ha offerto al Paese una centrale nucleare. La proposta russa, di cui l’intelligence americana ne è venuta a conoscenza alla fine del 2019, ha segnato un nuovo tentativo da parte di Mosca di intervenire nei colloqui sul nucleare. La mossa, secondo il Washington Post, segue la recente strategia del Cremlino di riaffermarsi in importanti punti geopolitici, quali il Medio Oriente, l’Asia meridionale e l’America Latina.

Secondo l’accordo, l’amministrazione russa gestirebbe l’impianto e trasferirebbe tutti i sottoprodotti in madrepatria, riducendo il rischio che la Corea del Nord utilizzi la centrale elettrica per costruire armi nucleari. Victor Cha, ex dipendente della Casa Bianca e nella rosa dei favoriti per l’Ambasciata USA in Corea del Sud l’anno passato, ha definito i russi “opportunisti” rispetto alla questione della Corea del Nord, ribadendo che non è la prima volta che Mosca persegue una partecipazione energetica nel Paese. La CIA ha valutato che la centrale elettrica russa produrrebbe una quantità molto limitata di sottoprodotti armabili, ha affermato un funzionario.

Gli esperti hanno commentato che l’idea ricorda il progetto originale del fallito accordo nel 1994 tra la Corea del Nord e l’amministrazione Clinton, noto come il “quadro concordato”, che cercava di soddisfare il fabbisogno energetico del Paese asiatico. Secondo Duyeon Kim, un’esperta in Corea presso il Centro per una nuova sicurezza Americana, la proposta di Clinton è naufragata con il presidente Bush, contrario all’idea che Pyongyang potesse avere i reattori ad acqua inclusi nell’accordo precedente. Nell’amministrazione Bush, uno dei fortemente contrari alla proposta di Clinton era John Bolton, sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti, ora consigliere di Sicurezza Nazionale del presidente americano, Donald Trump. Tuttavia, il presidente  in carica non ha seguito l’approccio rigoroso di Bolton durante i negoziati.

Non è chiaro come Trump reagirà alla proposta di Mosca. Il presidente non ha mai definito una linea retta nel suo approccio ai negoziati con la potenza asiatica, ma i suoi assistenti si sono probabilmente opposti strenuamente a qualsiasi importante ruolo russo in un accordo finale. Trump e il presidente russo, Vladimir Putin, si sono incontrati di persona diverse volte, ma si sa poco delle loro discussioni, persino all’interno della Casa Bianca. “Le amministrazioni precedenti non hanno accolto queste aperture della Russia, ma con Trump non si sa mai perché non segue il pensiero tradizionale”, ha commentato Cha.

Dopo mesi di ritardi e riunioni annullate, i colloqui tra Stati Uniti e Corea del Nord hanno guadagnato un nuovo slancio con l’annuncio di un secondo summit tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un, pianificato per la fine di febbraio.  Trump è stato sempre ottimista riguardo a un altro giro di colloqui. “Con la Corea del Nord abbiamo un ottimo dialogo”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca questo mese, aggiungendo che il loro rapporto “è molto speciale”. Martedì 29 gennaio, tuttavia, una nuova valutazione dell’Intelligence statunitense sulle minacce globali ha concluso che “è improbabile che la Corea del Nord abbandoni completamente le sue armi nucleari e le sue capacità produttive”. La comunità dei servizi segreti ha a lungo avuto una prospettiva più pessimistica rispetto alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato sui colloqui sul nucleare. Anche il leader nordcoreano, a quanto riporta Reuters, ha espresso soddisfazione riguardo ai colloqui tenutisi a metà gennaio tra le delegazioni tra i due Paesi a Washington e a Stoccolma.

Il Dipartimento di Stato, la Casa Bianca, la CIA, l’ufficio del direttore dell’Intelligence e l’Ambasciata russa a Washington hanno tutti rifiutato di commentare gli ultimi avvenimenti riguardanti l’ingerenza della Russia.

Non è chiaro se l’offerta sia ancora in fase di negoziazione o se abbia influito sulle discussioni tra Washington e Pyongyang. Fonti vicine ai colloqui hanno dichiarato che, qualora Kim fosse interessato all’offerta del Cremlino, dovrà fornire un calendario realistico della denuclearizzazione della penisola.

Diplomatici e analisti politici hanno affermato che Mosca ha un interesse di lunga data nel creare un collegamento energetico tra la Siberia e l’Asia orientale, oltre a quello di voler essere considerato un risolutore di problemi per le crisi geopolitiche.

Ken Gause, direttore del programma di analisi avversaria della CNA, un centro studi nel campo della difesa, ha commentato l’interferenza della Russia, asserendo che Putin vuole essere un giocatore nella penisola coreana per ragioni economiche e di sicurezza. Secondo Gause, il Cremlino vuole costruire un gasdotto che si estenda attraverso la Corea del Nord fino alla Corea del Sud. In più, i due Paesi condividono un confine e per questo vi è l’interesse nel mantenere la sicurezza nell’Asia nord-orientale . L’analista ha aggiunto poi che non ritiene probabile la rinuncia della Corea del Nord al loro programma nucleare finché non saranno normalizzate le relazioni con gli Stati Uniti.

Non è la prima volta che la Russia propone una soluzione alternativa durante i colloqui tra USA e il Paese asiatico. Durante i negoziati con l’amministrazione Bush, Mosca ha proposto di fornire un reattore ad acqua leggera alla Corea del Nord in cambio dello smantellamento degli impianti di produzione del plutonio del Nord, secondo quanto riportato dall’ex funzionario Cha. Gli Stati Uniti si sono opposti, poiché volevano che il Paese accettasse una soluzione di energia alternativa che no fosse il nucleare.

Un’altra fonte diplomatica ha dichiarato che il coinvolgimento della Russia potrebbe aiutarla ad alleviare le sanzioni imposte per gli interventi in Ucraina. Secondo il funzionario, l’aiutare nei colloqui darebbe al Cremlino una leva più forte a livello internazionale.

In passato, i funzionari degli Stati Uniti si sono opposti a un ruolo importante per la Russia nel processo di denuclearizzazione a causa di una sfiducia di vecchia data di Mosca, ha riferito Cha.

La Cina, un attore chiave nei negoziati, si è precedentemente opposta a un importante ruolo dell’energia russa, e questo potrebbe giocare a favore della politica estera di Trump. I cinesi, secondo Cha, non vogliono una presenza russa sulla penisola coreana.

L’offerta della Russia alla Corea del Nord, a fine ottobre, è giunta quando i negoziati tra Washington e Pyongyang erano in una fase di stallo. Tuttavia, questo gennaio ha segnato un nuovo inizio nelle relazioni tra i due Stati. Alla visita a Washington di Kim Yong Chol, negoziatore principale della Corea del Nord nelle negoziazioni, è preceduto uno scambio di lettere tra i due leader e una rinnovata apertura al dialogo.

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di Redazione

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