Siria: Turchia pronta a istituire zone di sicurezza in Siria per rimpatrio rifugiati

Pubblicato il 29 gennaio 2019 alle 6:01 in Siria Turchia

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La Turchia vuole istituire zone di sicurezza nel Nord della Siria, al fine di permettere ai rifugiati siriani presenti nel suo territorio nazionale di tornare in patria. È quanto ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, lunedì 28 gennaio a Istanbul, riferendo che circa 3.000 siriani sono già rientrati nelle aree controllate dall’opposizione nel Nord della Siria. Ad oggi, riporta al-Jazeera English, la Turchia ospita circa 4 milioni di rifugiati siriani.

Erdogan ha specificato che le zone di sicurezza verranno organizzate entro qualche mese, anche senza l’aiuto degli altri Paesi. L’obiettivo dell’iniziativa, ha specificato il leader turco, è quello di proteggere la Turchia dal terrorismo, con riferimento ai curdi delle People’s Protection Units (YPG), considerati una minaccia alla pari del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Gli Stati Uniti, al contrario, considerano le YPG un alleato fondamentale nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria.

Il timore di Ankara è che, nel caso in cui i curdi-siriani riuscissero a mantenere il controllo su una zona del territorio siriano al confine con il proprio territorio nazionale, i curdi che risiedono in Turchia potrebbero avanzare le stesse rivendicazioni di autonomia.

L’appoggio ai combattenti curdi-siriani, da anni, costituisce un elemento di tensione tra Washington e Ankara, la quale ha più volte chiesto all’alleato NATO di interrompere qualsiasi sostegno. Quando il presidente Donald Trump, il 19 dicembre, ha annunciato il ritiro delle 2.000 truppe statunitensi dalla Siria, Erdogan ha proposto immediatamente l’istituzione delle zone di sicurezza lungo 32 km di confine con la Turchia.

I curdi siriani hanno respinto tale proposta. Il leader politico Aldar Khalil ha riferito che le YPG accetterebbero il dispiegamento delle forze dell’Onu lungo la linea di separazione tra i combattenti curdi e le truppe turche per evitare qualsiasi minaccia o scontro. A suo avviso, qualsiasi altra scelta sarebbe inaccettabile, poiché infrangerebbe la sovranità della Siria e della regione autonoma dei curdi.

Ad oggi, le YPG controllano la regione di Tal Rifaat, posizionata a 20 km ad Ovest di Afrin, che è stata ripresa dalla Turchia e dall’Esercito Siriani Libero (FSA) con l’operazione “Ramo d’Olivo”. Tale campagna militare è stata finalizzata a sottrarre il controllo del distretto alle forze curde, per imporvi quello turco. L’obiettivo di Ankara, in particolare, era quello di liberare l’area dal terrorismo e di creare una zona cuscinetto dell’estensione di 30 chilometri al confine tra Siria e Turchia. L’esercito turco ha raggiunto il suo fine il 18 marzo, quando ha preso il controllo della città, sottraendola alle forze curde.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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