Serraj: in Libia sono presenti circa 800.000 migranti irregolari

Pubblicato il 29 gennaio 2019 alle 13:05 in Immigrazione Libia

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Il premier di Tripoli, Fayez Serraj, ha reso noto che in Libia, attualmente, sono presenti circa 800.000 migranti irregolari e che soltanto in 20.000 si trovano all’interno di centri di detenzione gestiti dal governo.

Tale dichiarazione è stata rilasciata nel corso di una conferenza stampa, lunedì 28 gennaio, con il presidente dell’Austria, Alexander Van der Bellen, a Vienna. Nell’occasione, Serraj ha sottolineato che l’immigrazione irregolare è una questione che sta continuando ad affliggere la Libia e l’Europa, aggiungendo che una soluzione dovrebbe andare a risolvere le cause che spingono le persone a migrare, facendo sì che rimangano nei propri Paesi di origine.

“È vero che in Libia abbiamo dispute interne, dobbiamo cooperare tutti per porre fine a tali problemi, così che possiamo cooperare ancor Ameglio per il popolo libico”, ha dichiarato Serraj. In relazione alle future elezioni in Libia, il premier di Tripoli ha riferito ai giornalisti che il suo governo sta lavorando per organizzare votazioni democratiche e trasparenti, beneficiando dell’aiuto della missione dell’Onu nel Paese (UNISMIL).

Da parte sua, il presidente austriaco ha espresso il proprio supporto per la stabilità della Libia, ribadendo la necessità che l’Unione Europea svolga un ruolo maggiore nell’aiutare il Paese nordafricano, al fine di eliminare la minaccia terroristica e ricostruire uno Stato solido.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Ancora oggi il potere politico è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza dell’Onu e dell’Italia, mentre il secondo a Tobruk, sotto l’influenza di Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. I trafficanti di esseri umani si approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. 

Il 14 novembre 2017, la CNN ha pubblicato un video in cui vengono mostrati alcuni migranti africani che, in un capannone a poca distanza da Tripoli, vengono venduti all’asta come schiavi a 400 dollari. In tale occasione, le Nazioni Unite hanno definito la collaborazione tra Unione Europea, Italia e Libia in ambito migratorio “orribile” e “disumana”, poiché la loro politica di assistere la Guardia Costiera libica per intercettare i migranti in mare e riportarli nel Paese nordafricano, dove gli individui sono condannati alla sofferenza, era “un oltraggio alla coscienza umana”. Da parte loro, gli ufficiali libici hanno sempre negato tali accuse.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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