Corea del Nord: relazioni con USA meravigliose se con impegno concreto

Pubblicato il 29 gennaio 2019 alle 16:25 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord ha affermato che le relazioni con gli Stati Uniti si svilupperanno “meravigliosamente a un ritmo veloce” se Washington risponderà ai suoi sforzi sulla denuclearizzazione con misure affidabili e azioni concrete. Lo ha dichiarato martedì 29 gennaio l’ambasciatore di Pyongyang presso la sede Onu a Ginevra, Han Tae Song, nell’ambito di della Conferenza sul disarmo, che ha aperto i lavori lunedì 28 gennaio. Han, nel suo discorso alla platea, ha ribadito l’impegno della Corea del Nord nello stabilire un “meccanismo di pace permanente e duraturo nella penisola coreana”.

Lo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avvenuto il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. I progressi da allora sono stati irregolari. Washington ha chiesto un’azione concreta, come una completa rivelazione delle strutture nucleari e missilistiche della Corea del Nord, prima di accettare le richieste di Pyongyang, ossia quelle di alleviare le sanzioni internazionali e dichiarare la fine ufficiale della guerra coreana 1950-53, conclusasi con un armistizio.

Tra il 17 e il 20 gennaio, tuttavia, si sono tenuti incontri a Stoccolma e a Washingtontra le rappresentanze dei due Stati.La fonte, rimasta anonima, ha riferito che lo scopo dell’incontro è quello di rivitalizzare i colloqui e di fare passi avanti nelle relazioni tra i due Stati.I meeting, specialmente quello sul territorio americano, potrebbero essere un segno di un potenziale movimento in un processo diplomatico che è rimasto fermo per mesi e,secondo la fonte, potrebbe annunciare il secondo summit tra i due capi di Stato. Tuttavia, non c’è stata alcuna indicazione di un assottigliamento delle differenze rispetto alle richieste degli Stati Uniti che la Corea del Nord abbandoni il programma nucleare che minaccia gli USA o la richiesta di Pyongyang di revocare sanzioni punitive.

Secondo Han, il vertice a Singapore ha determinato una svolta nei rapporti che sono stati definiti come “i più ostili sulla terra”, ed ha contribuito a garantire pace e sicurezza nella penisola. Il funzionario ha fatto riferimento alla dichiarazione congiunta dei due leader, rilasciata dopo il loro incontro a giugno, e il discorso di Capodanno di Kim, definito dai media internazionali di “apertura” agli USA. L’ambasciatore ha poi aggiunto che, conseguentemente agli sviluppi nei rapporti, la Corea del Nord ha dichiarato che non avrebbe più fabbricato e testato armi nucleari e che ha effettivamente adottato delle misure pratiche.

Nel discorso alla Conferenza, Han ha sottolineato che, nel caso in cui gli Stati Uniti rispondessero agli sforzi coreani con misure affidabili e con altrettante misure pratiche, le relazioni tra i due Paesi si potrebbero sviluppare “meravigliosamente e ad un ritmo veloce”.

L’ambasciatore, intervistato dall’agenzia di stampa Reuters, ha affermato di non avere informazioni su un possibile secondo summit tra Kim e Trump. La Casa Bianca, tuttavia, ha in precedenza affermato che l’incontro si sarebbe tenuto a fine febbraio non specificando il luogo.

Al forum di Ginevra è intervenuto anche l’ambasciatore della Corea del Sud, Lee Jang-Keun. Il funzionario, riguardo ai nuovi sviluppi sulla questione del nucleare di Pyongyang, ha dichiarato che la Corea del Sud è determinata a cogliere la finestra di opportunità diplomatica, senza precedenti, che è stata duramente conquistata. Keun ha aggiunto poi che l’annuncio americano sul secondo vertice con Kim è “un altro segno di speranza”.

Il ministro degli Esteri di Seul, Kang Kyung-wha, ha riferito a Reuters ai margini del forum di Davos la settimana scorsa che la Corea del Nord deve impegnarsi concretamente a limitare il suo programma di armi nucleari, smantellando il suo principale complesso nucleare e consentire alle ispezioni internazionali di confermare il processo.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

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di Redazione

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