Rep. Dem. del Congo: Onu individua oltre 50 fosse comuni

Pubblicato il 28 gennaio 2019 alle 6:01 in Africa Rep. Dem. del Congo

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ufficio dell’Onu sui diritti umani, Joint Human Rights Office (UNJHRO), ha reso noto che sono state rinvenute oltre 50 fosse comuni nell’Ovest della Repubblica Democratica del Congo, in seguito a una serie di uccisioni denunciate nel corso del mese passato. Il direttore dell’ufficio delle Nazioni Unite, Abdoul Aziz Thioye, ha specificato che le fosse sono localizzate nella città di Yumbi, nella provincia di Mai-Ndombe.

Il generale Fall Sikabwe, capo dell’esercito nell’Ovest della Repubblica Democratica del Congo, ha riferito che è stata avviata un’indagine per far luce sulla questione. “Sono stati uccisi soldati e poliziotti, e gli assassini hanno preso le loro armi”, ha informato Sikabwe, senza dare ulteriori dettagli.

A inizio gennaio, l’Onu aveva reso noto che 890 persone erano state uccide nel corso di tre giorni di scontri interni nella regione di Mai-Nsombe. Nell’occasione, l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet, era stato informato da fonti credibili che gli assassinii di massa erano avvenuto tra il 16 e il 18 dicembre in quattro diversi villaggi nei pressi di Yumbi.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera English, la violenza dovrebbe essere stata legata alla rivalità tra due gruppi etnici, quali il gruppo Banunu e il gruppo Batende. Oltre alle uccisioni, sono state distrutte centinaia di abitazioni e strutture pubbliche, tra cui due scuole primarie, un centro ospedaliero, un mercato e l’ufficio della commissione elettorale nazionale. A causa di ciò, l’Onu ha registrato lo sfollamento di 16.000 persone, che hanno raggiunto la vicina Repubblica del Congo, conosciuta anche con il nome di Congo Brazaville.

Il 24 gennaio, il leader dell’opposizione della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, ha iniziato il proprio mandato presidenziale, succedendo all’ex presidente Joseph Kabila, in carica dal 26 gennaio 2001. Nel discorso di fronte ai propri seguaci, al momento del giuramento, Tshisekedi ha affermato che la Repubblica Democratica del Congo non sarà più un Paese “diviso, pieno di odio o tribalismo”. “Vogliamo costruire un Congo forte della sua diversità culturale, promuoveremo il suo sviluppo, la sua pace e la sua sicurezza”, ha continuano il nuovo presidente.

Dopo aver guadagnato l’indipendenza dal Belgio, nel 1960, la Repubblica Democratica del Congo, Stato africano ricco di risorse, non è mai riuscito ad effettuare una transizione di potere pacifica. La violenza ha raggiunto il culmine e si è estesa in tutta la nazione dopo che Kabila, nel dicembre 2016, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale. Da allora, il conflitto ha spinto più di 1 milione e mezzo di congolesi ad abbandonare le proprie case, mentre più di 3.000 sono morti, tra l’ottobre 2016 e l’agosto 2017, nella sola regione di Greater Kasai.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.