Myanmar: aperti ad investimenti esteri

Pubblicato il 28 gennaio 2019 alle 13:20 in Asia Myanmar

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La leader birmana, Aung San Suu Kyi, ha sollecitato le aziende internazionali ad investire in Myanmar, durante una conferenza tenutasi nella capitale Naypytaw lunedì 29 gennaio.  La richiesta, secondo Reuters,nasce dal dover compensare l’impatto negativo della crisi dei Rohingya e il ritmo lento delle riforme economiche.

Suu Kyi ha pubblicizzato il potenziale economico del Myanmar, dato dalla sua attraente posizione geografica, dall’espansione del mercato domestico e dalla popolazione giovane. Durante la conferenza, la prima sull’investimento ospitata dalla sua amministrazione, ha elencato alcune delle riforme intraprese dal suo governo da quando è salita al potere nel 2016. Suu Kuy, attualmente consigliere di Stato, ministro degli Affari Esteri e ministro dell’Ufficio del presidente, ha riaffermato l’impegno a continuare le riforme per costruire un ambiente favorevole agli investimenti.

Sebbene ci fossero relativamente pochi dettagli sulle riforme pianificate, la stessa conferenza potrebbe segnalare un cambiamento nell’approccio del governo alla comunità imprenditoriale. Fino ad ora, gli investitori si sono lamentati che il governo si è concentrato in larga parte sulla fine della miriade di conflitti armati del paese, trascurando le riforme economiche e le loro esigenze.

La leader birmana non tuttavia ha menzionato nel suo discorso la crisi dei Rohingya e l’impatto agghiacciante che ha avuto sugli investimenti. Molte aziende temono che alcune delle sanzioni occidentali che hanno soffocato l’economia durante la dittatura militare, terminata nel 2010, potrebbero essere ripristinate.

La minoranza musulmana dei Rohingya non è mai stata riconosciuta ufficialmente come etnia dal Myanmar, dove è stata vittima di persecuzioni dalla maggioranza buddhista e dall’esercito. Tali violenze hanno subito un’escalation nell’agosto del 2017, finendo al centro dell’attenzione internazionale. In tale mese, a seguito a degli attacchi sferrati a delle stazioni di polizia da alcuni militanti islamisti della minoranza, vi è stato un esodo di circa 700.000 Rohingya verso il Bangladesh. Una missione d’inchiesta dell’Onu in Myanmar dell’agosto 2017, ha affermato che la campagna militare, descritta ai rifugiati con omicidi di massa e stupri, è stata orchestrata con “intenti di genocidio”. Il report della missione, pubblicato il 27 agosto, ha raccomandato infine di accusare Min Aung Hlaing e altri cinque generali con i “più gravi crimini di diritto internazionale”. Alla voce delle Nazioni Unite si sono unite quelle degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, che hanno definito le azioni dell’esercito birmano pulizia etnica. Le autorità dello Stato hanno rigettato tutte le accuse, incolpando i Rohingya di terrorismo.

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che i dati dello scorso anno sul Paese hanno indicato che alcuni investitori stranieri stavano ritardando l’approvazione definitiva dei progetti, aspettando che la situazione si stabilizzasse.

Secondo quanto riporta Reuters, l’Unione Europea sta prendendo in considerazione le in capo al Myanmar per la concorrenza per la crisi in cui versa. Le misure potrebbero anche includere la redditizia industria tessile del Myanmar e potenzialmente mettere a rischio migliaia di posti di lavoro. In più, l’UE ha imposto tariffe sul riso da Myanmar e Cambogiaper frenare un aumento delle importazioni. Il tema delle sanzioni europee non è stato tuttavia trattato nel discorso agli investitori tenuto da Suu Kuy.

Gli studi della Banca Mondiale (WB) sull’economia birmana, pubblicati il mese scorso, vedono un’aspettativa di calo del prodotto interno lordo al 6,2% dal 6,8% dell’anno precedente. L’organizzazione internazionale ha riportato “elevati rischi al ribasso dovuti all’intensificarsi degli impatti della crisi di Rakhine”, tra gli altri fattori che contribuiscono a rallentare la crescita.

Gli investitori hanno apprezzato la nomina del governo di un nuovo ministro delle Finanze, Soe Win, avvenuta il maggio scorso, che ha una formazione in finanza internazionale. Il governo ha inoltre continuato a riformare il quadro giuridico per facilitare gli investimenti e creare società, liberalizzando alcune delle restrizioni imposte dalla giunta militare, al potere per quasi cinquant’anni, e ha creato una sistema di progetti chiave che intende attuare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

di Redazione

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