Libia: avvicinamento tra i governi di Tripoli e Tobruk

Pubblicato il 28 gennaio 2019 alle 7:36 in Africa Libia

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I governi di Tripoli e di Tobruk hanno accettato di collaborare a un progetto congiunto, al fine di realizzare uno dei porti più automatizzati del Nord Africa nei pressi della città di Susah, in Libia.

È quanto ha annunciato la compagnia americana The Guiday Group, specificando che il Consiglio presidenziale di Tripoli, guidato dal premier Fayez Serraj, sostenuto dall’Onu, e la Casa dei rappresentanti di Tobruk hanno preso la storica decisione nel corso dei giorni passati. Ad avviso della compagnia americana, lo sviluppo congiunto del porto di Susah accrescerà la fiducia tra i due governi rivali, che hanno raggiunto l’accordo dopo mesi di trattative.

“È positivo che Tripoli e Tobruk siano concentrati su un obiettivo comune. Il nuovo porto non sarà soltanto un incentivo economico, ma mirerà ad avviare un nuovo corso per il popolo libico”, ha spiegato l’amministratore delegato della compagnia, Michael Guidry, aggiungendo che le due parti hanno dato priorità alla creazione di opportunità economiche per i cittadini e alla modernizzazione delle infrastrutture critiche della Libia.

L’autorità portuale, che governa tutti i porti dell’Est e dell’Ovest della Libia, coordinerà gli sviluppi del progetto e assicurerà l’effettiva realizzazione del porto di Susah. Come affermato da un membro della Casa dei Rappresentanti, la nuova iniziativa farà crescere l’economia libica e creerà le opportunità di lavoro necessarie ad avviare il cambiamento richiesto dalla popolazione. “Nel breve futuro vedremo un governo unito ma, nel frattempo, dobbiamo aprire il nostro Paese agli investimenti”, ha spiegato Nasereldeen Mehna, del governo di Tobruk.

La compagnia americana ha specificato che, una volta realizzato, il porto di Susah costituirà uno dei maggiori porti container per i trasbordi, crocevia del Nord Africa per i cargo che viaggiano dall’Asia verso l’Europa attraverso il Canale di Suez, ma anche che arrivano dagli Stati Uniti.

L’accordo tra Tripoli e Tobruk costituisce un passo importante verso un avvicinamento tra i due governi. Da quando il dittatore libico, Muammar Gheddafi, è stato rovesciato ed eliminato attraverso l’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo, creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è guidato dal premier Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. L’assenza di una guida unitaria del Paese, in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ed i suoi confini, ha fatto sì che i trafficanti di esseri umani, i gruppi armati ed i terroristi portassero avanti indisturbati le proprie attività a danno dei cittadini e dei migranti, che sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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