FMI chiarisce come fornirà 2 miliardi di dollari all’Egitto

Pubblicato il 28 gennaio 2019 alle 9:19 in Africa Egitto

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Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha chiarito il modo in cui approverà i prossimi 2 miliardi di prestiti all’Egitto.

Secondo quanto riferito dal direttore operativo, Christine Lagrande, il Consiglio del FMI sta finalizzando un accordo, che presenterà nelle prossime settimane al fine di revisionarlo ed adottare le appropriate modifiche. Il programma di prestiti all’Egitto, firmato nel novembre 2016, prevede che il Paese del Nord Africa riceva complessivamente 12 miliardi di dollari. Con il prossimo pagamento, il Cairo avrà ottenuto i primi 10 miliardi.

Lagrande ha lodato i progressi sostanziali compiuti dalle riforme attuate dal governo egiziano, che hanno favorito la crescita e ridotto la disoccupazione, che recentemente ha raggiunto i livelli più bassi dal 2011. A suo avviso, è importante far fruttare il progresso raggiunto finora per attuare ulteriori riforme strutturali al fine di facilitare il settore privato e la creazione di posti di lavoro.

Il 23 gennaio, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha annunciato che le riforme economiche “più dolorose” sono terminate, anche se è necessario ancora un po’ di tempo prima che lo stato dell’economia egiziana si stabilizzi. La dichiarazione è stata rilasciata in diretta televisiva. Reuters ha reso note alcune previsioni economiche, le quali indicano che l’economia egiziana dovrebbe crescere del 5,3% entro la fine di questo anno fiscale, prevista per il mese di giugno. Tale previsione è leggermente inferiore all’obiettivo della crescita del 5,8% prefissata dalle autorità del Cairo nel bilancio fiscale per il 2018/2019.

Lo scorso settembre, una Corte della World Bank ha multati l’Egitto di oltre 2 miliardi di dollari per non essere riuscito a fornire gas naturale ad un impianto spagnolo-italiano nel periodo successivo ai disordini del 2011, che oltre ad aver portato al rovesciamento del regime di Hosni Mubarak, al potere ormai da 29 anni, hanno messo in ginocchio l’economia dell’Egitto, mettendo in crisi il ramo del turismo, allontanando gli investitori stranieri e riducendo anche la produttività.

Da quando al-Sisi è salito al potere, l’8 giugno 2014, ha adottato una serie di riforme provocando un forte discontento tra i cittadini, che tuttavia non è mai sfociato in proteste violente per le strade del Paese. I rari casi in cui si sono svolti cortei, la polizia è prontamente intervenuta per sedarli.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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