Iraq del nord: duplice attentato, morti 4 poliziotti

Pubblicato il 27 gennaio 2019 alle 12:20 in Iraq Medio Oriente

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Almeno 4 membri delle forze dell’ordine sono morti, e altri 11 sono rimasti feriti, a causa dell’esplosione di due bombe, in attacchi separati, poste entrambe sul ciglio di strade dove stavano passando i convogli della polizia.

Nella giornata di domenica 27 gennaio, i due attentati con ordigni esplosivi hanno colpito alcuni convogli della polizia irachena che si stavano spostando su strade nel nord del Paese. In particolare, due poliziotti sono morti e altri 8 sono rimasti feriti quando una bomba ha colpito un pullman che trasportava alcuni poliziotti presso la cittadina di Shirqat, ha riferito il capo colonnello del distaccamento, Majeed Ghatran. Il secondo ordigno ha preso di mira e colpito un altro gruppo di ufficiali che si stava dirigendo nel luogo dove era appena avvenuta la prima esplosione, uccidendo altri 2 poliziotti e ferendone altri 3. Gli operatori sanitari hanno confermato il bilancio iniziale, per quanto non sia ancora definitivo. Al momento, nessun gruppo terroristico ha rivendicato il duplice attentato.

I militanti dello Stato Islamico hanno organizzato e condotto attacchi, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale sin dalla loro sconfitta militare, sancita nel dicembre 2017. Nonostante la sicurezza nella capitale sia stata aumentata, gli analisti hanno avvisato che è probabile che tali attacchi aumenteranno nelle tradizionali roccaforti militanti sunnite, presenti a nord e a ovest del Paese. L’attacco più recente risaliva a domenica 18 novembre, giorno in cui un’autobomba era esplosa nella città irachena di Tikrit, uccidendo 5 persone e ferendone 16.

Il governo dell’Iraq ha dichiarato che circa 2.000 militanti dello Stato Islamico iracheno, stanziati oltre il confine con la Siria orientale, stanno cercando di rientrare nel Paese. Le forze di sicurezza si stanno preparando per prevenire tali incursioni.
Lo Stato Islamico continua a lanciare attacchi sporadici in tutto l’Iraq. I rapporti di sicurezza indicano che il gruppo rappresenta ancora una minaccia per la stabilità nel Paese, perché l’organizzazione terroristica ha ancora cellule dormienti attive in tutto il territorio. Solo nel settembre 2018, un totale di 75 civili iracheni sono stati uccisi, mentre altri 179 sono stati feriti a causa di atti di terrorismo, violenze e conflitti armati, in base ai dati della missione di assistenza alle Nazioni Unite per l’Iraq (UNAMI). In questo contesto, Baghdad è il governatorato più colpito, con 101 vittime civili, 31 morti e 70 feriti, seguito da Anbar, 15 morti e 37 feriti.
L’ISIS aveva dichiarato un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e 1/3 del territorio iracheno. Le città chiave di Mosul, Ramadi e Falluja erano state occupate dalle forze jihadiste. Tuttavia, dopo quasi 2 anni di occupazione, i contingenti iracheni e internazionali hanno spinto il gruppo fuori dal Paese dopo una sanguinosa offensiva durata mesi. Da allora, i jihadisti hanno perso terreno per far fronte alle forze irachene, siriane e alle forze della coalizione internazionale a guida americana. L’Iraq aveva dichiarato ufficialmente la vittoria militare sull’ISIS il 9 dicembre 2017.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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