USA: Consiglio di Sicurezza Onu sostenga Guaidó in Venezuela

Pubblicato il 26 gennaio 2019 alle 11:17 in USA e Canada Venezuela

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Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pubblichi un comunicato in cui esprime il suo pieno supporto all’Assemblea Nazionale venezuelana in quanto “unica istituzione eletta democraticamente”, tuttavia è altamente probabile che la Russia porrà il veto alla mossa, ha affermato un diplomatico, venerdì 25 gennaio.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà, sabato 26 gennaio, su richiesta di Washington, dopo che gli Stati Uniti hanno riconosciuto ufficialmente Juan Guaidó, leader dell’opposizione nel Paese nonché capo dell’Assemblea Nazionale, come nuovo capo di Stato del Venezuela. Durante l’incontro, gli Stati Uniti esorteranno anche il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, a dimettersi. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, pronuncerà un discorso davanti all’aula in cui si riuniranno i 15 Paesi membri delle Nazioni Unite, come anche Jorge Arreaza, il ministro degli Esteri venezuelano, insieme ad altri ministri del Paese.

In vista dell’incontro, gli Stati Uniti hanno fatto circolare una bozza di dichiarazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. In tale documento si legge: “Mentre le condizioni della Repubblica del Venezuela continuano a deteriorarsi, il Consiglio di Sicurezza esprime il suo pieno sostegno all’Assemblea Nazionale come unica istituzione venezuelana eletta democraticamente”. La bozza di comunicato continua esortando a un “immediato avviamento di un processo politico che porti a elezioni libere, eque e credibili con osservazione elettorale internazionale nel più breve lasso di tempo possibile”.

Se il Consiglio sostenesse la dichiarazione, riconoscerebbe effettivamente Guaidó, che è il presidente dell’Assemblea Nazionale, come capo di Stato del Paese. Tuttavia, l’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, nella giornata di venerdì 25 gennaio, ha affermato che Mosca si opporrà alla mossa statunitense in seno all’organo internazionale. Per essere approvata, la dichiarazione dell’Onu deve essere approvata all’unanimità. Nebenzia ha commentato la bozza di comunicato affermando che “non passerà”, perché, per la Russia, “nulla è cambiato”.

Durante l’incontro del Consiglio di Sicurezza di sabato, Pompeo esorterà i membri del Consiglio a riconoscere Guaidó, ha confermato il Dipartimento di Stato, venerdì 25 gennaio.

La tensione in Venezuela è aumentata in concomitanza con la marcia dell’opposizione contro il presidente Maduro che si è tenuta a Caracas nella giornata di mercoledì 23 gennaio, in occasione della quale il presidente dell’Assemblea Naziona, Juan Guaidó, si è autoproclamato “Presidente incaricato” del Venezuela. Gli Stati Uniti hanno immediatamente riconosciuto Guaidó come presidente legittimo del paese.

La tensione nel Paese sale sin da lunedì 21 gennaio, quando un gruppo di soldati, almeno 40 sergenti della Guardia Nacional Bolivariana a Cotiza, a nord di Caracas, è insorto contro il regime di Nicolás Maduro. La rivolta è stata soffocata poche ore dopo dalle forze fedeli al regime. Tuttavia, durante la notte della stessa giornata, a Caracas si sono tenute trenta proteste di piazza, secondo i dati della ONG Observatorio Venezolano de Conflictividad Social; tutte spontanee, molte con alcune decine di partecipante, molte altre moltitudinarie, alcune violente. L’obiettivo era protestare per il caos economico, la riduzione al minimo dei servizi, il crollo del valore dei salari e, ovviamente, tutti hanno chiesto le dimissioni del presidente Maduro.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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