Russia: fissare elezioni in Libia è ‘controproducente’

Pubblicato il 26 gennaio 2019 alle 11:55 in Libia Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Fissare scadenze per le elezioni in Libia è controproducente, poiché i soggetti politici interessati devono prima accordarsi su una soluzione politica che ponga fine al conflitto nel paese, ha affermato il ministro russo, Sergei Lavrov, venerdì 25 gennaio.

“Abbiamo ripetutamente sottolineato l’aspetto controproducente del voler fissare scadenze in Libia”, ha riferito Lavrov ai giornalisti in seguito a una riunione con la controparte marocchina, Nasser Bourita, a Rabat. Il popolo libico ha prima bisogno di  trovare un accordo sulle “regole del gioco” per le elezioni, ha aggiunto il ministro russo. I commenti del ministro Lavrov si sommano ai dubbi sulla capacità del Paese nordafricano di riuscire a garantire il regolare svolgimento di elezioni parlamentari o presidenziali, nel mese di giugno, in un clima sereno. Tali elezioni sono caldeggiate tanto dalle Nazioni Unite quanto dai Paesi occidentali.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Ghassan Salame, nel mese di novembre aveva sperato che le elezioni potessero avvenire il prossimo giugno, ma, allo stato attuale, non esistono quadri legislativi o costituzionali necessari per procedere con l’organizzazione dell’intero processo elettorale. Prima ancora, secondo un progetto francese, la Libia avrebbe dovuto sostenere le elezioni nazionali il 10 dicembre 2018, tuttavia l’idea era stata accantonata in seguito a scoppi di violenze a Tripoli, e al mancato successo di una tregua tra le parti belligeranti.

Lunedì 22 gennaio, le milizie rivali coinvolte nei recenti scontri a Tripoli avevano concordato un cessate il fuoco volto a sedare la situazione. Tripoli e le aree circostanti erano state teatro di violenti scontri dalla fine di agosto alla fine di settembre, nell’ambito dei quali sono morte 115 persone e ne sono rimaste ferite in 560. L’accordo di cessate il fuoco, raggiunto il 25 settembre con la partecipazione delle Forze di Protezione, la coalizione di 9 milizie che ha difeso il governo di Tripoli dagli attacchi della Settima Brigata, è il secondo concordato dall’inizio di quel mese. Il 4 settembre, sotto la guida dell’Onu, le milizie rivali avevano deciso di interrompere i combattimenti per porre fine alle violenze. Tuttavia, poco più di 10 giorni dopo il cessate il fuoco è stato violato con la ripresa degli scontri. Da allora, le autorità di Tripoli, con l’appoggio dell’Onu, si sono impegnate ad elaborare un nuovo piano di sicurezza per far sì che la capitale e le aree vicine non divenissero nuovamente teatro di violenze. Alla fine degli scontri di settembre, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) descrisse la situazione “disperata”, in quanto i disordini hanno avuto un effetto negativo sull’economica libica, già precaria, e avevano distrutto le infrastrutture.

Da quando il dittatore libico, Muammar Gheddafi, è stato rovesciato ed eliminato attraverso l’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo, con sede a Tripoli e guidato da Fayez Serraj, è sostenuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti; il suo uomo forte è il generale libico Khalifa Haftar, capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). L’assenza di una guida unitaria del Paese, in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ed i suoi confini, ha fatto sì che i trafficanti di esseri umani, i gruppi armati ed i terroristi portassero avanti indisturbati le proprie attività a danno dei cittadini e dei migranti, che sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.