Sea Watch 3 entrata nelle acque italiane per maltempo

Pubblicato il 25 gennaio 2019 alle 14:38 in Immigrazione Italia

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A causa del maltempo, la nave Sea Watch 3 è entrata nelle acque territoriali italiane scortata dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza per garantire la sicurezza dell’equipaggio e dei 47 migranti che si trovano a bordo da 7 giorni.

La decisione è stata presa dall’amministrazione comunale di Siracusa, che il 24 gennaio si era detta pronta ad accogliere gli stranieri, “avvalendosi della collaborazione della Curia e di tante associazioni che hanno dato la disponibilità”. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha suggerito di mandare far accogliere i 47 migranti all’Olanda, dal momento che la Sea Watch ha la bandiera olandese.

In linea con tale posizione, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha inviato una lettera al governo olandese a cui ha chiesto di prendersi a carico formalmente l’imbarcazione e degli occupanti a bordo. Allo stesso modo, il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto su Facebook, riferendo che la Sea Watch riceverà supporto medico e sanitario dall’Italia, se ne avrà la necessità, ma ha invitato il suo capitano a dirigersi verso Marsiglia. A suo avviso, sarebbe altresì necessario convocare l’ambasciatore olandese per chiedergli le intenzioni del governo di Amsterdam.

Da quando è stato nominato ministro dell’Interno, lo scorso primo giugno, Salvini ha adottato una politica migratoria intransigente, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle ong e delle missioni europee. Ne è conseguito che, nel 2018, l’Italia ha accolto 23.370 stranieri arrivati via mare contro gli oltre 119.000 del 2017, secondo le stime del Ministero dell’Interno. Dal primo al 25 gennaio 2019, invece, sono sbarcati 155 migranti.

In questi giorni, sono emerse nuove polemiche in merito all’operazione Sophia da parte delle autorità italiane, le quali hanno lanciato un ultimatum all’Europa, affermando che, se non cambieranno le regole, la missione terminerà. In particolare, Salvini ha affermato che, se qualche Stato che partecipa all’operazione volesse ritirarsi, non sarebbe un problema per l’Italia.

Tale posizione ha provocato la dura risposta del ministro del Difesa tedesco, Ursula vo der Leyen, che ha accusato i comandanti italiana dell’operazione di aver sabotato la missione, inviando la nave tedesca in una zona del Mediterraneo dove non sono attive reti di trafficanti o rotte migratorie. La Germania, il 24 gennaio, ha annunciato la sospensione della propria partecipazione alla missione.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

 

di Redazione

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