Bolsonaro a Davos: la sinistra non dominerà l’America Latina

Pubblicato il 25 gennaio 2019 alle 6:01 in America Latina Brasile

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Jair Bolsonaro è intervenuto al Forum Economico Mondiale di Davos ed ha affermato che la sinistra non dominerà l’America Latina. Il Presidente del Brasile ha osservato che “sempre più spesso le forze centriste e di centrodestra” vincono le presidenziali nei Paesi dell’America centrale e meridionale.

“Non vogliamo essere un membro bolivariano dell’America Latina, come fino a poco tempo fa era il Brasile. Penso che questa tendenza si stia diffondendo in altri Paesi sudamericani: sempre più spesso vincono le elezioni presidenziali esponenti del centro e del centro-destra. Le forze di sinistra non domineranno questa regione: a mio parere è molto buono non solo per il Sud America, ma anche per il mondo” – ha detto Bolsonaro, che si è schierato a fianco del leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente lo scorso 23 gennaio.

L’aggettivo bolivariano, dal nome del libertador Simón Bolívar è divenuto sinonimo della nuova sinistra latinoamericana da quando il defunto presidente del Venezuela Hugo Chávez (1998-2013) lo ha utilizzato per definire la sua “rivoluzione bolivariana”, il cosiddetto Socialismo del XXI secolo.

In quella che è la sua prima visita ufficiale all’estero da presidente del Brasile, Bolsonaro ha scelto volutamente un tono istituzionale, simile a quello utilizzato in campagna elettorale per calmare i mercati e attrarre gli investitori. “Investiremo pesantemente nella sicurezza – ha affermato Bolsonaro – perché voi possiate visitarci con le vostre famiglie. Siamo uno dei primi paesi per le bellezze naturali. Venite a conoscere la nostra Amazzonia, le nostre spiagge. Il Brasile è un paradiso ma è ancora poco conosciuto”.

Bolsonaro ha assicurato investimenti nella sicurezza, ma non ha fatto nessun riferimento diretto ai problemi di sicurezza: 63.000 omicidi solo nel 2018, e all’emergenza in corso nello stato di Ceará, dove da oltre un mese lo stato affronta bande criminali sempre più violente. Temi sempre al centro degli interventi del presidente quando invece si rivolge ai brasiliani. 

Bolsonaro ha affermato di aver assunto il potere in un paese in “profonda crisi etica, morale ed economica”, ma ha assicurato anche di avere “trovato l’uomo giusto” per debellare la corruzione, ovvero il giudice Sérgio Moro, il pubblico ministero dell’operazione Lava Jato, la mani pulite brasiliana, e oggi ministro della Giustizia e della Sicurezza Pubblica. Il presidente del Brasile ha inoltre tranquillizzato la platea riguardo ai suoi progetti in Amazzonia. “Costruiremo un nuovo Brasile – ha dichiarato – ma non distruggeremo la Foresta”.

A margine del Forum di Davos, Jair Bolsonaro si è incontrato con il premier italiano Giuseppe Conte, con cui ha discusso del caso Battisti e delle relazioni bilaterali tra Roma e Brasilia. Prima di incontrare Conte, Bolsonaro, intervistato dalla stampa italiana sui 34 italiani ancora latitanti in Brasile, ha affermato: “Il Brasile non sarà mai più il rifugio di criminali e di banditi sotto la copertura di rifugiati politici”. Al termine dell’incontro sia Conte sia Bolsonaro hanno sottolineato la “rinnovata intesa” tra Roma e Brasilia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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