Germania sospende partecipazione a Operazione Sophia

Pubblicato il 24 gennaio 2019 alle 12:21 in Germania Immigrazione

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La Germania ha sospeso la propria partecipazione all’Operazione Sophia, in segno di protesta al rifiuto italiano di accogliere le imbarcazioni della missione, impedendo lo sbarco dei migranti nei propri porti. Un ufficiale militare tedesco ha annunciato la decisione, riferendo che le navi di Berlino non prenderanno più parte alle operazioni di ricerca e salvataggio effettuate da Sophia.

Come spiega la testata tedesca Deutsche Welle, ciò comporterà che la fregata Augsburg, attualmente attraccata sulla costa libica, non verrà rimpiazzata nei prossimi mesi, stando a quanto dichiarato dall’ispettore generale Eberhard Zorn ai comitati della Difesa e degli Affari Esteri in seno al Parlamento. I 10 soldati tedeschi che stanno lavorando nei quartier generali dell’operazione, tuttavia, vi rimarranno almeno fino alla fine di marzo.

L’Operazione Sophia è stata lanciata il 22 giugno 2015 dall’UE, con lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale. Finora, vi partecipavano 26 Paesi su 28, ad esclusione di Danimarca e Slovacchia. Dall’ottobre 2016, gli ufficiali della missione sono impegnati anche nel sostegno e nell’addestramento della Guardia Costiera e della Marina libica. Attualmente, l’operazione comprende 3 navi, 3 aerei e 2 elicotteri che sono autorizzati ad usare armi letali, se necessario.

Sophia ha causato diverse frizioni in seno all’UE, soprattutto con l’Italia, che ospita i suoi quartier generali. Da quando è salito alla guida del Viminale, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiesto un cambiamento delle regole della missione, affinché i migranti non venissero portati soltanto in Italia. Nel corso dei mesi estivi, Salvini ha poi chiuso i porti italiani a tutte le navi delle ong e delle missioni europee attive nel Mediterraneo. L’obiettivo del ministro è che gli altri Paesi europei che affacciano sul Mediterraneo, come la Francia, inizino ad accogliere maggiormente gli stranieri salvati in mare.

Come è noto, l’Italia, fino ai mesi estivi, era stata per anni il primo porto di arrivo dei migranti che salpavano dal Nord Africa. La diminuzione degli sbarchi sul suolo italiano è iniziata a partire dal luglio 2017, sotto la guida dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, il quale aveva concluso una serie di accordi con la Libia, principale porto di partenza, per limitare i flussi migratori. Con la nomina di Salvini, gli sbarchi sono ulteriormente diminuiti, tanto che nel 2018, l’Italia ha accolto 23.370 stranieri contro gli oltre 119.000 del 2017, secondo le stime del Ministero dell’Interno.

In questi giorni, sono emerse nuove polemiche in merito all’operazione Sophia da parte delle autorità italiane, le quali hanno lanciato un ultimatum all’Europa, affermando che, se non cambieranno le regole, la missione terminerà. In particolare, Salvini ha affermato che, se qualche Stato che partecipa all’operazione volesse ritirarsi, non sarebbe un problema per l’Italia. Tale posizione ha provocato la dura risposta del ministro del Difesa tedesco, Ursula vo der Leyen, che ha accusato i comandanti italiana dell’operazione di aver sabotato la missione, inviando la nave tedesca in una zona del Mediterraneo dove non sono attive reti di trafficanti o rotte migratorie.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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