Egitto: al-Sisi annuncia fine delle riforme economiche “più dolorose”

Pubblicato il 24 gennaio 2019 alle 9:49 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha annunciato che le riforme economiche “più dolorose” sono terminate, anche se è necessario ancora un po’ di tempo prima che lo stato dell’economia egiziana si stabilizzi. La dichiarazione è stata rilasciata in diretta televisiva, mercoledì 23 gennaio.

Le riforme, che erano state concordate con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) in cambio di un prestito di 12 miliardi di dollari, hanno previsto una valuta instabile, tagli sostanziali ai sussidi di Stato sui beni di base e l’introduzione di un’ampia gamma di nuove tasse. Tali misure hanno comportato l’aumento dei prezzi dei servizi, andando a discapito dei poveri e della classe media.

Al-Sisi ha altresì ringraziato i cittadini egiziani per aver resistito alle difficoltà economiche, ed ha messo in guardia la popolazione in merito all’adozione un’altra ondata di misure che, per il 2019, provocheranno un nuovo aumento dei prezzi che potrebbe includere il carburante e l’elettricità. Il presidente ha tenuto a sottolineare che il suo governo non ha avuto altra scelta, poiché qualsiasi altra mossa avrebbe portato al collasso dello Stato.

Reuters ha reso note alcune previsioni economiche, le quali indicano che l’economia egiziana dovrebbe crescere del 5,3% entro la fine di questo anno fiscale, prevista per il mese di giugno. Tale previsione è leggermente inferiore all’obiettivo della crescita del 5,8% prefissata dalle autorità del Cairo nel bilancio fiscale per il 2018/2019.

In seguito ai disordini politici del 2011, che hanno portato al rovesciamento del regime di Hosni Mubarak, al potere ormai da 29 anni, hanno messo in ginocchio l’economia dell’Egitto, mettendo in crisi il ramo del turismo, allontanando gli investitori stranieri e riducendo anche la produttività. Da quando al-Sisi è salito al potere, l’8 giugno 2014, ha adottato una serie di riforme provocando un forte discontento tra i cittadini, che tuttavia non è mai sfociato in proteste violente per le strade del Paese. I rari casi in cui si sono svolti cortei, la polizia è prontamente intervenuta per sedarli.

Circa dieci giorni fa, l’Egitto ha esteso lo stato di emergenza per la settima volta consecutiva dall’aprile 2017, per la durata di tre mesi. La decisione, presa dal presidente al-Sisi, è stata condivisa dal Parlamento egiziano che, il 13 gennaio, ha adottato un decreto presidenziale. Le autorità egiziane hanno reso noto che il rinnovo dello stato di emergenza permetterà al personale militare e della polizia di prendere le misure necessarie ad affrontare la minaccia terroristica e a mantenere la sicurezza in tutto il Paese. In linea con tale volontà, il decreto presidenziale espande i poteri di arresto e di sorveglianza della polizia, la quale potrà altresì limitare la libertà di movimento dei sospettati.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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