Etiopia: rilasciati oltre 13.000 prigionieri politici in 6 mesi

Pubblicato il 23 gennaio 2019 alle 10:05 in Africa Etiopia

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Negli ultimi sei mesi, le autorità etiopi hanno liberato e revocato le accuse di terrorismo nei confronti di oltre 13.000 prigionieri politici.

Nel mese di luglio, il Parlamento etiope ha adottato una legge che ha permesso alle persone incarcerate di crimini contro la Costituzione di chiedere perdono. Sotto il precedente premier, Hailemariam Desalegn, che si è dimesso lo scorso 15 febbraio, erano circa 30.000 le persone detenute, tra cui studenti, oppositori politici, giornalisti, e blogger.

Da quando Abiy è diventato primo ministro, il 2 aprile 2018, ha avviato un cambiamento radicale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico e sociale. Uno dei maggiori risultati finora ottenuti è stata la firma dell’accordo di pace con l’Eritrea, il 9 luglio, con cui i due Paesi vicini hanno sancito fine dello stato di guerra, in corso dal maggio 1998. Abiy ha altresì intrattenuto colloqui di pace con diversi gruppi di ribelli, tra cui l’Oromo Liberation front (OLF), il Patriotic Ginbot (PG7), l’Ogaden National Liberation Front (ONLF) e il Tigray People’s Democratic Movement.

Oltre ad aver avviato la normalizzazione dei rapporti tra tutti i Paesi del Corno d’Africa, il premier etiope sta altresì lavorando per rafforzare i rapporti dell’Etiopia al di fuori dal continente africano. L’11 ottobre, Abiy ha incontrato il premier italiano, Giuseppe Conte, ad Addis Abeba, con cui ha firmato una serie di accordi commerciali del valore di 22 milioni di euro, e discusso dell’immigrazione. Il 29 ottobre, Abiy si è recato a Parigi, dove ha colloquiato con il presidente Emmanuel Macron, mentre il 30 ottobre è volato in Germania per incontrare la cancelliere Angela Merkel. Infine, il 20 gennaio, il premier di Addis Abeba è giunto in visita ufficiale in Italia, dove ha incontrato la controparte italiana, Giuseppe Conte.

Al momento, il governo etiope ha avviato un confronto con l’opposizione ed i gruppi della società civile per adottare emendamenti alla legge antiterrorismo. Nonostante le riforme ed i cambiamenri avviati da Abiy, l’Etiopia, nel corso dei mesi passati, è stata teatro di violenti scontri inter-etnici, che hanno causato la morte di numerose persone. Il 16 settembre, ad esempio, nella la città di Barayu, nella regione Oromia, 58 persone hanno perso la vita e molte altre sono state costrette ad abbandonare le proprie case per via di scontri. Amnesty International ha condannato l’accaduto, ritenendo che le violenze avevano un fondamento etnico, poiché tali offensive sono scoppiate in seguito al ritorno in Etiopia della leadership dell’OLF.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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