Afghanistan: ucciso responsabile dell’ultimo attentato

Pubblicato il 23 gennaio 2019 alle 12:15 in Afghanistan Asia

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L’agenzia di spionaggio principale afghana ha dichiarato di aver ucciso il comandante talebano responsabile dell’attentato del 21 gennaio nel campo di addestramento delle forze del National Directorate of Security (NDS) a Maidan Shahr.

L’agenzia ha aggiunto che il colpevole, indentificato solo come Norman, è stato colpito da un attacco aereo nella notte di martedì 22 gennaio. Una task force dell’NDS lo aveva identificato come responsabile insieme ad altri 7 talebani. Già a seguito dell’attentato, la Direzione Nazionale di Sicurezza aveva affermato che  avrebbe tracciato il gruppo terroristico e che li avrebbe uccisi tutti.

I talebani, in una dichiarazione, hanno negato che il comandante fosse stato ucciso.

L’agenzia di stampa Reuters ha riportato che la stima delle vittime nell’attentato nel campo d’addestramento dovrebbe essere pari a 126, secondo quanto riferito da un testimone. La dinamica dell’attacco è stata descritta da ufficiali afghani presenti sul posto. I funzionari hanno spiegato che l’assalto è iniziato la mattina presto, quando alcuni attentatori alla guida di un’autobomba carica di esplosivo hanno travolto un check-point militare, riuscendo a detonare il veicolo all’interno del campus. Subito dopo, due uomini armati hanno aperto il fuoco contro i soldati afghani. Ufficiali del Ministero della Difesa ritengono che i talebani abbiano utilizzato un veicolo corazzato di manifattura americana Humvee, sottratto alle forze afghane. Il presidente Ashraf Ghani, in un comunicato ufficiale, ha affermato che l’attentato è stato perpetrato dai “nemici del Paese”.

L’attacco dei talebani a Maidan Wardak è stato l’ultimo a infliggere pesanti perdite alle forze governative. Secondo Reuters, ha  anche sottolineato la forte pressione che l’amministrazione Ghani sta affrontando mentre i combattenti talebani si mostrano sempre più fiduciosi e intensificano le azioni violente, anche mentre gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto sono in corso.

Non è stato immediatamente chiaro se l’attacco aereo che ha ucciso il militante fosse supportato dalle forze americane. Il dubbio sorge a causa della dichiarazione di Trump  del 19 dicembre scorso, quando ha reso nota l’intenzione di voler dimezzare il numero dei soldati statunitensi posizionati sul territorio afghano, da circa 14.000 a 7.000.

L’attentato di lunedì è coinciso temporalmente con i colloqui tra i leader talebani e i funzionari degli Stati Uniti per porre fine al conflitto che persiste ormai da 17 anni. I funzionari delle due parti si sono incontrati almeno quattro volte negli ultimi mesi, ma i militanti si sono rifiutati di parlare con il governo di Kabul, dichiarato illegittimo perché appoggiato dagli Stati Uniti.

I talebani hanno sempre dichiarato che il loro scopo è quello di rovesciare il governo e ripristinare la rigida legge islamica. D’altra parte, gli Stati Uniti e i loro alleati affermano di voler impedire che l’Afghanistan diventi un rifugio strategico per militanti islamici internazionali. “La nostra delegazione ha chiarito che in futuro non permetterebbero mai l’uso dell’Afghanistan contro nessun altro paese”, ha dichiarato un alto funzionario talebano, in anonimato.

Gli attacchi contro forze afgane da parte dei talebani, nell’anno passato, hanno inflitto perdite record. Secondo le stime dell’UNAMA , la missione dell’Onu in Afghanistan, sono stati uccisi 2.798 civili e sono stati feriti in 5.252 in attacchi in tutto il Paese da gennaio a settembre 2018. Il mese scorso, il presidente Ghani ha dichiarato che 28.529 forze di sicurezza afghane sono state uccise dall’inizio del 2015, una cifra molto più alta di qualsiasi altra precedentemente riconosciuta.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo.

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di Redazione

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