Afghanistan: riprendono colloqui tra talebani e USA in Qatar

Pubblicato il 22 gennaio 2019 alle 12:35 in Afghanistan USA e Canada

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L’attacco del 21 gennaio contro il campo di addestramento delle forze del National Directorate of Security (NDS) a Maidan Shahr, in Afghanistan, in cui sono morte oltre 100 persone, ha preceduto di qualche ora l’annuncio da parte dei talebani in relazione alla ripresa dei colloqui con gli ufficiali americani. Ad avviso di molti analisti, riporta il New York Times, tale attentato è stato un segno di come la violenza è destinata ad aumentare, nonostante le parti coinvolte siano disposte a trovare un accordo.

Poche ore dopo l’assalto al campo di addestramento, i talebani hanno rilasciato un comunicato con cui hanno informato di aver partecipato a un incontro con rappresentanti statunitensi a Doha, in Qatar. L’incontro, hanno specificato i ribelli afghani, è stato possibile perché gli Stati Uniti hanno accettato l’agenda stabilità dai talebani. Come ha riportato un portavoce dei militanti, Zabiullah Mujahid, la sessione continuerà nella giornata di martedì 22 gennaio.

Nel frattempo, l’inviato speciale americano per la riconciliazione, Zalmay Khalilzad, si è recato in visita ad Islamabad, in Pakistan, dove ha incontrato diverse persone, tra cui il primo ministro, Imran Khan, il ministro degli Esteri, Shah Mahmoud Qureshi, e il capo dell’esercito, il generale Qamar Javed Bajwa. “Stiamo andando nella giusta direzione, con un maggiore dialogo con il Pakistan raggiungeremo risultati concreti”, ha affermato Khalilzad.

Nel frattempo, il senatore repubblicano Lindsey Graham ha riferito che chiederà al presidente americano, Donald Trump, di organizzare un incontro con i leader di Afghanistan e Pakistan per cercare di risolvere il conflitto attraverso la riconciliazione e i negoziati. Nonostante ciò, gli ufficiali dell’Alto Consiglio per la Pace (HPC), riporta il quotidiano afghano Tolo News, sperano che gli sforzi diplomatici in corso riescano a portare a negoziazioni di pace dirette tra il governo di Kabul ed i talebani. Al momento, tuttavia, i militanti afghani continuano a respingere le esortazioni da parte della comunità internazionale di avviare un dialogo con il governo dell’Afghanistan.  

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo.

Dopo aver annunciato, il 21 agosto 2017, una nuova strategia americana in Afghanistan, che ha comportato un significativo aumento delle truppe USA nel Paese asiatico, il 19 dicembre scorso, Trump ha reso nota l’intenzione di voler dimezzare il numero dei soltati statunitensi posizionati sul territorio afghano, da circa 14.000 a 7.000. Tale annuncio è stato effettuato congiuntamente a quello del ritiro delle 2.000 truppe americane posizionate in Siria.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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